Nel mondo si continua a discriminare e penalizzare i malati di AIDS. L’accesso alle cure necessarie una volta contratto il virus HIV, e quello ai servizi in grado di prevenire l’infezione, è reso pressoché impossibile. Molti dei farmaci, utili a evitare il contagio tra mamma e feto, sono resi disponibili solo per un’esigua parte dei malati.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nella figura di Margaret Chan, direttore generale, ha lanciato un appello proprio in questi giorni ai governi di tutti i paesi. Il diritto alla sanità è un diritto insindacabile degli esseri umani, per tanto si richiede a tutte le nazioni di favorire l’accesso ai servizi assistenziali per combattere e debellare il virus.

Molte persone colpite dal virus hanno paura ad avvicinarsi a queste strutture, anche solo per fare un semplice test HIV, perché, nonostante si parli da tanto dell’AIDS, queste persone si sentono ancora costantemente additate, non accettate nella società e nel lavoro.

Il numero dei malati aumenta proprio a causa di questa nostra forma di razzismo. Sono persone che dovrebbero poter contare su servizi sanitari capaci di farli sentire ascoltati e capiti e non di certo giudicati.