La Giornata Mondiale contro l’AIDS si è celebrata ieri, ma non pienamente negli studi Rai. Le varie trasmissioni che hanno trattato l’iniziativa, infatti, si sono dovute scontrare con un singolare divieto: quello di pronunciare la parola “profilattico” e i suoi sinonimi. Una questione scioccante, considerato come il preservativo sia l’unica forma di protezione dal contagio da HIV.

La decisione, però, non proviene stranamente dalla dirigenza Rai, bensì da una precisa indicazione del nuovo Ministero della Salute, guidato da Renato Balduzzi. “Profilattico” non sarebbe un termine gradito e nemmeno auspicabile da pronunciare sulla TV di Stato, in barba a qualsiasi consiglio sulla corretta informazione sessuale sull’AIDS.

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A rivelarlo è una mail interna di Laura De Pasquale, funzionaria in ascesa della Rai:

«Carissimi, segnalo che nelle ultime ore il ministero ha ribadito che in nessun intervento deve essere nominato esplicitamente il profilattico; bisogna limitarsi al concetto generico di prevenzione nei comportamenti sessuali e alla necessità di sottoporsi al test HIV in caso di potenziale rischio. Se potete, sottolineate questo concetto».

Resa pubblica la richiesta, il Ministero della Salute si è affrettato in serata a diramare agli organi di stampa una smentita, ma l’andamento delle trasmissioni Rai – nonché la conferma di alcuni anonimi addetti ai lavoro – dimostrano invece il contrario: in ogni programma, sia esso di intrattenimento o di informazioni, le parole “profilattico”, “preservativo”, “condom” sono state sapientemente epurate.

I media ora puntano il dito contro Balduzzi, tacciato di essere troppo cattolico per il ministero in cui risiede, e le associazioni per il sostegno, la cura e la prevenzione dell’AIDS sono sul piede di guerra. A parlare è Rosaria Iardino, presidente del network italiano delle persone sieropositive, molto conosciuta e amata proprio dal pubblico televisivo per gli oltre vent’anni di campagne e informazione corretta sul contagio da HIV:

«Sono davvero arrabbiata perché non cambia mai niente. Si è parlato di tutto tranne che dell’unica cosa veramente importante: il profilattico. È una semplice parolina che nessuno ha mai il coraggio di dire».

Una pagina televisiva, e politica, sicuramente avvilente per la storia italiana. Se addirittura sono le istituzioni deposte alla sanità a fare ostruzionismo, quale speranza rimane di poter trasformare in futuro l’HIV in un ricordo? La politica deve sottostare a interessi di stampo religioso o provvedere al benessere dei cittadini? Eppure, come vediamo dalla gallery, l’AIDS ha mietuto molte vittime anche in quel mondo dello spettacolo che, oggi, finge che la patologia non esista.

Fonte: Corriere della Sera