Sta per partire il primo programma europeo per le donne colpite dall’Aids. Si chiama “She” ed è appena stato presentato al VI Congresso Mondiale dell’International Aids Society, in corso a Roma in questi giorni.

L’Hiv è la principale causa di mortalità tra le donne in età fertile a livello globale, e anche se la popolazione femminile è molto vulnerabile a tale virus, fino a ora non sono state stanziate risorse particolari per andare incontro alle loro esigenze. “She” invece permetterà loro di avere una migliore qualità di vita, grazie a degli strumenti che consentiranno di superare alcune delle sfide che sono costrette ad affrontare quando queste comprendono di esser affette dalla malattia.

Questo programma educazionale europeo si baserà sul supporto fornito dalle donne nella stessa condizione clinica, scelta fatta poiché si crede che le informazioni provenienti dalle “pari” siano maggiormente credibili e affidabili.

“She” arriva proprio nel momento in cui vengono resi noti i dati sui contagi italiani dal virus Hiv responsabile dell’Aids: si parla di una nuova infezione ogni due ore, per un totale di 4 mila nuove infezioni all’anno. A livello globale la situazione è ancora più allarmante, dato che si verifica un nuovo contagio ogni 6 secondi e ogni ora 200 persone muoiono di Aids.

Bisogna trovare delle cure per combattere questa malattia, come si sottolinea durante il congresso che sta avendo luogo a Roma. A oggi, l’arma più efficace per contrastare l’Aids è la {#prevenzione}, e sebbene le donne sono circa il 40 per cento tra le persone colpite – tra l’altro in aumento costante – i farmaci anti-Hiv sono finora stati sperimentati solo sugli uomini, e bisogna vedere cosa accadrà quando si farà lo stesso col gentil sesso.