Ha da poche ore preso il via in Sudafrica, su un campione di 200 volontari, la sperimentazione clinica del vaccino contro l’AIDS. Finanziato da Iss, l’Istituto Superiore di Sanità, lo studio è condotto dal gruppo di ricerca italiano coordinato da Barbara Ensoli.

Il vaccino in questione è basato sulla proteina Tat di HIV-1 e questa fase di sperimentazione è sostenuta da molteplici parti, come ad esempio oltre all’istituto italiano soprammenzionato, anche il Nationall Department of Health del Sudafrica, il Ministero della Salute italiano e il Ministero degli Esteri.

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I partecipanti sono persone dell’età compresa tra i 18 e i 45 anni con infezione da HIV in terapia antiretrovirale (HAART), e verranno somministrati loro tre inoculi mensili. Lo studio ha come obiettivo quello di valutare l’immunogenicità, ovvero la capacità di indurre una risposta immunitaria al candidato in base al vaccino somministrato e, inoltre, valutare la sua sicurezza.

Dopo anni di ricerche si entra dunque in una fase centrale dello studio e si apre una nuova possibilità per la lotta all’AIDS, una malattia che provoca un deficit funzionale e quantitativo del sistema immunitario, purtroppo ancora ad oggi molto diffusa sebbene abbia origini antichissime.