Si è aperta da qualche ora a Roma la VI Conferenza Mondiale sull’Aids, dove si è parlato delle ultime ricerche su questa malattia che ancora oggi colpisce tantissime persone a livello globale. Vi sono nuove speranze per un vaccino, buone novità ma anche delle polemiche che stanno investendo l’Italia in questi giorni, poiché non vuole più finanziare il Global Fund.

Le nuove speranze per un vaccino contro l’Aids arrivano da alcuni anticorpi prodotti dai pazienti, che sarebbero in grado di neutralizzare il virus, come ha spiegato Gary Nabel, direttore del centro di ricerca sui vaccini presso l’istituto nazionale di allergologia e malattie infettive degli USA. Alcuni dati recentemente avuti a disposizione, permettono infatti di ridare ottimismo sulla messa a punto di un vaccino per l’Hiv.

È stata la sperimentazione condotta in Thailandia sull’rv144 a fornire una prova del fatto che l’infezione da hiv nell’uomo possa essere prevenuta con un vaccino. Dato molto importante è inoltre il fatto che un numero consistente di malati di Aids, ovvero tra il 10 e il 25 per cento, produce degli anticorpi che sono in grado di neutralizzare il virus, e dunque si sta lavorando per mettere a punto tali anticorpi prelevati da questi individui. Sarebbe l’anticorpo vrc01 quello capace di neutralizzare oltre il 90% dei ceppi virali, e dunque i progressi fatti fanno ben sperare a una nuova strategia per prevenire questa malattia.

Se ospitare la conferenza in Italia è una buona occasione per i ricercatori nostrani, è anche un modo per mettere in luce le cattive novità in relazione al nostro Paese. Se infatti i ricercatori italiani sono da tempo considerati tra i migliori nella lotta all’Aids, il Governo non ha intenzione di proseguire il Programma Nazionale di Ricerca e non ha versato i contributi per il 2009 e il 2010 al Global Fund to Fight AIDS. Non c’è nemmeno un impegno per i prossimi tre anni e alcuni attivisti hanno protestato contro la scelta governativa.

L’Italia non sta contribuendo più e dunque si sta protestando contro il Governo, nella speranza che cambi qualcosa sul finanziamento del fondo globale.