Un vaccino contro l’Aids: Robert Gallo, coscopritore del virus HIV, annuncia la sperimentazione in corso, che dovrebbe portare appunto allo sviluppo del vaccino contro la sindrome da immunodeficienza. Venerdì scorso, a Roma il medico e virologo statunitense ha ricevuto il premio Mino Damato, istituito dalla Fondazione Bambini in Emergenza. E proprio presso la Camera dei Deputati, durante la premiazione per il suo impegno contro l’Aids, Robert Gallo spiega i dettagli di una ricerca che potrebbe rivoluzionare il mondo:

«C’è una sperimentazione del vaccino contro l’Aids in corso, alla quale sto partecipando, avviata dall’esercito americano con la Sanofi Aventis, in Thailandia, dove i risultati sono stati molto buoni. Partendo da quella, abbiamo ottenuto risultati ancora migliori, per il momento solo sulle scimmie. Penso che a metà 2013 inizierà la sperimentazione clinica».

Il dottor Gallo è attualmente direttore dell’Institute of Human Virology dell’University of Maryland School of Medicine di Baltimora, e il suo impegno nella lotta al virus dell’HIV è noto in tutto il mondo – anche se non ricevette il Nobel, consegnato a Luc Montagnier, altro rivendicatore della scoperta dell’Aids.

La sperimentazione, anche se ancora effettuata solo sulle scimmie, sta quindi alimentando la speranza di poter estendere il trial agli umani entro due anni. Sarebbe un’innovazione eccezionale, soprattutto visti i tantissimi casi di malati di Aids in quei paesi dove la prevenzione è quasi una sconosciuta.

Robert Gallo ricevendo il premio dedicato al fondatore – scomparso un anno fa – della Fondazione Bambini in Emergenza, racconta di come la ricerca sull’Aids negli ultimi 10 anni sia andata avanti, anche grazie all’aiuto di Bill Gates:

«Più vaccini diversi verranno sviluppati nel tempo. In soli tre anni si è già quintuplicata la complessità della ricerca condotta rispetto ai trent’anni precedenti. In questo Bill Gates ha fatto la differenza: è un eroe, ha spinto sulla ricerca e ha fatto aumentare molto l’attenzione sui vaccini».

Fonte: Il Secolo XIX.