Al Pacino sbarca a Venezia e l’attenzione è subito concentrata su di lui. Non poteva essere diversamente: gli anni di carriera ne hanno fatto un’icona del cinema hollywoodiano e il suo carisma lo ha reso uno dei più amati del panorama cinematografico e teatrale. Ieri alla Mostra del Cinema ha ritirato un premio alla carriera, riconoscimento a un attore che ha saputo interpretare in maniera eccellente le mille sfaccettature dell’animo umano.

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Già al suo arrivo giornalisti e fan sono impazziti per lui, pronto a regalare qualche battuta in siciliano conclusa con un “traduci questo”, rivolto verso la propria traduttrice, seguito da un “sono italiano per la miseria!”. Un siparietto scherzoso che tutti mostrano di gradire. Appena entrato in sala stampa un’ovazione di applausi lo accoglie, seguita da alcune domande non solo sul suo nuovo lavoro da regista, “Wild Salome“, proiettato fuori concorso a Venezia.

L’attore tiene su tutto a sottolineare la “natura” della sua opera:

“Non è ne l’uno né l’altro. Quando ho cominciato non sapevo dove sarei arrivato. Aveva una visione ma mi mancava una storia. è sempre brutto non avere un copione. Volevo fare un collage, mettere insieme delle cose che alla fine potessero mostrare quello che avevo in mente. E che anche facesse riflettere su cosa fosse Oscar Wilde“.

Il suo ingresso nella Sala Grande è trionfale, con un nuovo scrosciante applauso lo accoglie fino al suo arrivo sul palco. Lì è però l’emozione a tradirlo: Al Pacino è costretto a riguardare i suoi appunti visto che, come lui stesso afferma:”ho dimenticato le mie battute”. Sulla sua carriera da regista regala il suo personalissimo punto di vista:

“Prima ero solo attore, da 25 anni invece sono innamorato anche dell’arte di fare film. In questi anni ho fatto vari esperimenti, che in genere tengo per me, ma qualcuno mi sfugge e arriva al pubblico, come Looking for Richard e Wilde Salome”.

Fonte: Ansa