L’avreste mai detto?

Il “Sanremo delle virtuose“, il trionfo annunciato delle voci femminili, si è risolto in un plebiscito per soli uomini.

Se è vero che i vincitori sono sempre quelli sulla graticola, perché, soprattutto a Sanremo, danno voce a motivetti orecchiabili più che a virtuosismi canori, è ancor più vero che l’esclusione delle voci da usignolo di Noemi (sorvolando sul testo a detta di molti plagiato) e di Malika Ayane ha lasciato scontenta non solo l’orchestra.

Il problema, a mio avviso, siamo proprio noi donne.

Pare che il pubblico a casa fosse in gran parte femminile. A sperperare soldi e preferenze al televoto siamo state proprio noi. E chi abbiamo votato?

Come al solito, i fascinosi uomini di culto della televisione, resi forti dalla presenza costante sul video negli anni scorsi. Hanno vinto i volti noti. Hanno vinto i bei visetti e non le voci più melodiose, e non i testi più significativi.

Dalla scuderia di “Amici“, dal palco di “Ballando sotto le stelle” e dal reality di “X-factor” sono approdati i tre vincitori. Canzoncine neomelodiche e furbette, facilmente memorizzabili e riproducibili, compaiono una volta di più nell’albo d’oro del festival.

Eppure le donne sfolgoravano sul palco. La conduzione di Antonella Clerici ha rasentato la perfezione: il suo modo genuino di porsi, di presentare e commentare, la sua umiltà nel lasciare spazio e attenzione alle canzoni (qualcuno dice che questo sia stato il festival più ricco di musica degli ultimi anni) hanno caratterizzato tutto il Sanremo 2010. Peccato che il suo onorario non abbia neppure sfiorato quello record di Bonolis dello scorso anno.

Le ospiti, poi, hanno portato classe ed eleganza a Sanremo. Jennifer Lopez, in tutto il suo splendore, ci insegna che per essere bellissime occorre energia e passione. “ballate”, dice, “e il mondo vi sorriderà”. La principessa Ranja di Giordania, poi, è simbolo di una femminilità delicata e decisa, oltre che un personaggio incisivo e interessante.

E, se l’ombra di Maria De Filippi si allunga a proteggere Scanu come già fece con Carta, il successo, quest’anno, ha baciato, una volta di più, gli uomini. Vedremo se le statistiche di vendita sapranno invertire la tendenza.