Niente star internazionali o pellicole blasonate, nessun campione d’incassi o sfilate sui red carpet. La 28esima edizione del Torino Film Festival, al via oggi, ospiterà fino al 4 dicembre la generazione che rappresenta il futuro del cinema in tutto il mondo. Sedici pellicole in gara, una sola italiana (“Henry” di Alessandro Pive), tutte inedite per il nostro Paese.

Ad aprire le danze sarà la francese Lola Doillon, con il suo “Contre Toi”, mentre la chiusura è riservata a un ospite d’onore: Clint Eastwood, che nell’occasione presenterà il suo nuovo “Hereafter”, interpretato da Matt Damon e Bryce Dallas Howard.

Gianni Amelio, per la seconda volta direttore della manifestazione, in un’intervista concessa sulle pagine de La Stampa è stato chiaro: Il Torino Film Festival quest’anno ha due obiettivi, ovvero replicare il successo di pubblico ottenuto nella precedente edizione, entrando ancora più in sintonia con quanti vi parteciperanno, e garantire un servizio organizzativo efficiente che non dia nuovamente vita alle estenuanti code registrate in passato.

Ci sarà spazio anche per temi forti, come quelli sollevati da un documentario sui tagli al settore della cultura previsti dall’attuale esecutivo, e dalla proiezione del film “Il pezzo mancante” di Giovanni Piperno che ripercorre i fatti relativi alla scomparsa di Edoardo Agnelli, un tema di certo delicato per la cittadinanza torinese.