Natale è davvero dietro l’angolo e, per i ritardatari degli addobbi, la corsa per accaparrarsi gli ultimi decori è davvero serrata. Il protagonista indiscusso è come sempre l’albero: c’è chi lo vuole vero con aghi profumati per ricreare l’atmosfera natalizia, chi lo vuole design, chi lo vuole colorato, chi eco-chic e chi semplicemente finto ed economico.

Ma per fare una buona scelta, senza imbattersi in prodotti scadenti e brutti, è indispensabile valutare molti fattori. Ad esempio meglio prediligere i prodotti autoctoni e possibilmente provenienti da zone vicine alla nostra regione.

La filosofia del chilometro zero, che investe sia l’abbigliamento che il cibo, è un modo interessante per abbattere costi di trasporto e inquinamento prodotto dai mezzi sui quali viaggia la merce. Va da sé, quindi, che una merce realizzata in Australia, anche se economica, possieda un impatto ambientale considerevole piuttosto che una prodotta nella propria regione o in quella vicina.

Tra l’altro una recente ricerca della Coldiretti ha messo in evidenza la pericolosità degli alberi di Natale made in China. Come ben sappiamo tutti i prodotti cinesi sono estremamente economici, ma anche sostanzialmente scadenti, il più delle volte importati illegalmente e realizzati con sostanze tossiche. Anche gli alberi di Natale non potevano di certo passare indenni: da alcuni esami è emerso che sono realizzati con materiali che comprendono varie leghe metalliche e plastiche tipo polivinilcloruro (Pvc) e polietilene tereftalato (Pet). Secondo la Coldiretti, con un albero finto made in China si emettono 23 chilogrammi di anidride carbonica equivalente (CO2), più gli effetti determinati dal trasporto di quasi 9 mila chilometri dalla Cina e l’impatto dato dalla plastica utilizzata che impiega oltre 200 anni prima di degradarsi nell’ambiente.

Di contro, l’albero nato e cresciuto in un vivaio ha un impatto ambientale positivo, assorbe CO2 con un bilancio energetico di 47 grammi di anidride carbonica tolta dall’atmosfera; inoltre un ettaro di alberelli produce ossigeno per 45 persone. Girando per vivai ci si può imbattere in alberelli dai costi contenti, che a fine Natale potranno essere riconsegnati o piantati nel terreno.

Questa, per esempio, è la politica di Ikea, che ogni anno, a fine festività, accoglie gli alberi veri acquistati da loro (e prodotti nella regione dove ha sede il negozio) e li affida a vivai della zona, oppure ne ricicla il legno.

Lo stesso concetto lo sviluppa Viridea; invece recentemente hanno aperto a Milano un megastore dedicato solo al Natale, si chiama Xmas Village e vi potrete trovare qualunque cosa che possa soddisfare la vostra voglia di Natale.

Le offerte eco-compatibili ed economiche sono tante, anche nel negozio sotto casa. Basta giusto buttare l’occhio sulla provenienza del prodotto e il gioco è fatto.