In una bellissima valle un piccolo stagno e un bellissimo albero erano molto amici

L’albero era molto grande e, grazie all’acqua dello stagno, aveva una folta chioma che faceva ombra al suo amico stagno, lo stagno a sua volta protetto dall’ombra del suo amico albero era fresco e protetto dai raggi del sole. Tutti gli animali della valle si recavano allo stagno per bere la sua fresca acqua e riposarsi all’ombra dell’amico albero.

Gli uccellini svolazzavano e saltellavano da un ramo all’altro gustando i dolci frutti dell’albero. Tutto andava bene e piaceva a tutti gli animali quell’angolo della valle e divennero tutti amici fra loro. Ma un giorno l’albero e lo stagno iniziarono a parlare della loro vita e l’albero, forte della sua stazza, disse che tutto questo era possibile grazie a lui che, con la sua ombra, ristorava gli animali della valle e proteggeva le acque dello stagno. Lo stagno si ribellò e rispose che tutto questo era possibile grazie a lui perché con le sue fresche acque dissetava e ristorava tutti gli animali della valle oltre a dissetare l’albero, rendendo possibile la sua maestosità.

Finirono con il litigare e ognuno vantava le proprie ragioni fino a quando lo stagno disse: ”Se potessi mi sposterei da qui per farti capire che ho ragione”. ”Ma io posso farlo – rispose l’albero – e sarò io a dimostrarti che ho ragione” e così dicendo si allontanò di qualche metro. I giorni passavano e ogni giorno le foglie dell’albero diventavano sempre più gialle fino a quando iniziarono a cadere, mentre lo stagno, non più protetto dall’ombra dell’albero, diventava ogni giorno più piccolo e i pesciolini iniziavano a morire.

Gli animali non si recavano più allo stagno, perché ormai la sua acqua era diventata fangosa e non si potevano rinfrescare all’ombra dell’albero perché ormai non ne aveva più.

Lo stagno con un filo di voce chiamò l’albero e disse: ”Siamo stati due stupidi e presuntuosi ed ecco la fine che stiamo facendo, avvicinati a me e torniamo come prima”. ”Lo fare volentieri – rispose l’albero, ma non ho più la forza di farlo, sono troppo debole e da troppo tempo non bevo la tua acqua, mi dispiace amico mio”.

MORALE

Oggi quella valle non c’è più, al suo posto c’è terra arida, lo scheletro di un albero e una pozza ormai secca. Se vuoi evitare di sbagliare, devi capire in tempo i tuoi errori, prima che questi procurino grossi danni. Riconoscerli dopo non serve, purché tu ne faccia tesoro per la prossima volta. Comunque, ricordati che tutti hanno bisogno di tutti. La vera felicità è nell’armonia. E comunque bisogna riconoscere anche i meriti degli altri e non vantare solo i propri.