Affollata la sfilata di Alberta Ferretti a Milano Moda Donna, come si compete alla signora della moda italiana che da anni porta nel mondo la sua eleganza eterea e senza tempo, sulla scia, anche, del recente successo ottenuto dai suoi abiti indossati da Madalina Ghenea durante il Festival di Sanremo 2016.

La collezione Autunno Inverno 2016-2017 che ha solcato la passerella allestita a Corso Venezia, tra le più classiche delle location meneghine, è una conferma: non si può che desiderare ogni capo che sfila davanti ai nostri occhi, che sia un morbido pajamas di seta o un impalpabile abito tutto pizzo e chiffon.

Galleria di immagini: Alberta Ferretti, collezione Autunno Inverno 2016-2017

Così, in un brumoso pomeriggio che richiama per colori e atmosfere la brughiera d’oltremanica, compare la donna di Alberta Ferretti, in abiti elegantissimi che nulla abdicano alla comodità. È una donna a suo agio nella propria pelle, prima ancora che nei suoi vestiti; incede senza fretta, paga come è di se stessa, di quello che ha e di quello che è. Così la stilista romagnola la avvolge in linee morbide, che abbelliscono la figura, accompagnano le forme e non la mortificano mai in eccessi e storture.

La tavolozza dei colori è tutta giocata sulle nuance della terra, il grigio corda, il rame e il ruggine, un delicatissimo celeste cipria, come il rosa (colori che hanno decretato il loro ritorno già nelle sfilate parigine da poco concluse). Poco il nero, assente il bianco.

Il velluto si sposa alla seta, il tweed incontra la pelliccia, in un tranquillo susseguirsi di tessuti materici e ricami preziosissimi (incanta l’abito che diventa una tavolozza per il disegno, delicatissimo, di un uccellino su un ramo). Gli eleganti abiti di chiffon, segno ormai distintivo della maison, si alternano a completi in seta, pajamas e jumpsuit, che strizzano l’occhio ai camerini-boudoir delle dive anni Cinquanta, i morbidi tailleur si concedono il vezzo di nastri di raso colorati a stringere la vita.

Un elogio alla leggerezza, dunque, dove squisita è la mano che ha cucito, tessuto, ricamato questi piccoli gioielli, mai urlati, di Alberta Ferretti.