Aberto Stasi, di recente assolto dall’accusa di aver assassinato la fidanzata Chiara Poggi, ha ricevuto ieri una condanna a 30 giorni di reclusione per detenzione di materiale pedopornografico.

Il giovane fu accusato dell’omicidio della fidanzata avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, e durante le indagini emersero dal suo computer oltre 5.000 video pornografici, tra cui anche 17 sequenze video che vedevano coinvolti dei bambini in tenera età.

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La brutta scoperta, oltre a fornire agli inquirenti un possibile movente per l’omicidio di Chiara Poggi, fece scattare per Alberto Stasi l’accusa di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. In assenza di prove che i video fossero effettivamente stati condivisi con altri utenti, il giovane di Garlasco è stato prosciolto dall’accusa di divulgazione, ma il Giudice del Tribunale di Vigevano nella sentenza di ieri lo ha ritenuto colpevole della semplice detenzione.

La condanna ricevuta da Stasi prevede trenta giorni di reclusione e 1.400 euro di multa, convertiti in una pena pecuniaria totale di 2.540 euro, più l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. I legali del giovane, Angelo Giarda e Giulio Colli, hanno annunciato l’intenzione di ricorrere in appello sostenendo che lo scaricamento del materiale da parte del loro assistito sia stato un fatto puramente accidentale e inevitabile dovuto al massivo quantitativo di materiale pornografico scaricato dal giovane. Per il momento, Alberto Stasi non sembra quindi riuscire a ripulire completamente un’immagine pubblica che per molti resta macchiata dalle ombre dell’Garlasco, tutt’ora irrisolto.

Fonte: Quotidiano.net