Dopo tanto silenzio, tante accuse e tanti punti interrogativi, riecco in pubblico il giovane Alberto Stasi. Stasera lo vedremo ospite a “Matrix” e sarà, come di consueto, il conduttore giornalista Alessio Vinci a intervistarlo.

Sono passati già quasi quattro anni da quel 13 agosto 2007, giorno in cui la ventiseienne Chiara Poggi fu ritrovata senza vita nella sua villetta di Garlasco, dove viveva con i genitori. Il corpo della giovane giaceva sulle scale della cantina; non c’erano segni di scasso e si presume che la vittima avesse aperto all’assassino. A dare l’allarme era stato proprio lui, Alberto Stasi, il fidanzato della ragazza.

E proprio Alberto è stato il principale indagato: tutti i sospetti della gente gli cadono addosso; la famiglia di Chiara all’inizio gli è stata vicino, poi improvvisamente lo hanno allontanato, data la diffidenza sulle sue responsabilità nell’omicidio. Stasi è stato processato come unico imputato. Queste sono le sue stesse parole che gli danno la forza per andare avanti:

Con la mia coscienza sono sempre stato a posto. Non temevo la condanna. Non ho mai avuto nulla di cui rimproverarmi.

Ci teneva tanto a Chiara, così racconta Alberto:

Per me era 4 anni della mia vita, la persona con cui mi confidavo, a cui chiedevo aiuto, con cui risolvevo i problemi della vita quotidiana che tutti abbiamo. Per lei io ero lo stesso. Lei era semplice, tranquilla, solare. Anche quando sono stato ingiustamente portato in prigione, il giudice ha subito riconosciuto l’errore che era stato commesso. Naturalmente per una persona che viene accusata ingiustamente per così tanto tempo, più di due anni, l’assoluzione è il risultato che si è cercato per tutto il tempo.

Sarà dunque Alessio Vinci colui che cercherà di far conoscere meglio questo giovane, il quale ha visto cambiare la sua vita nel giro di pochissimo:

Non si è trattato di celebrare un’altra volta il processo di Garlasco ma, dopo oltre due anni e mezzo dove si è scritto e detto di tutto, abbiamo trovato giusto dare la parola ad Alberto Stasi per offrire al pubblico a casa la possibilità di farsi un’opinione sulla persona più “inseguita” ma meno disposta a parlare della cronaca italiana. Stasi me lo aspettavo come un ragazzo di poche parole e restio alla conversazione, invece si è rivelato, inaspettatamente, un fiume in piena e in quasi due ore di intervista ha raccontato dettagli personali su alcuni dei momenti più difficili della sua vicenda.