In Giappone, le proprietà benefiche degli alchechengi sono note da tempo, tanto che durante la Festa delle Lanterne, che si svolge nel mese di agosto, i frutti vengono utilizzati come offerte così da guidare le anime dei defunti. E ogni anno, il 10 luglio, il mercato dedicato al fiore dell’alchechengio, chiamato “hozuki-ichi”, allestito intorno al Tempio di Sensoji, richiama migliaia di visitatori a Asakusa, il quartiere di Tokyo dove sorge. Secondo un’antica leggenda, infatti, visitando il tempio quel giorno si ottengono benedizioni come se si fosse compiuto il pellegrinaggio 46.000 volte.

I piccoli fiori bianchi degli alchechengi appaiono in piena estate, e i baccelli, che in un primo momento sono verdi, devono essere raccolti non appena divengono di colore arancione. Una volta tolte le foglie, devono essere appesi a testa in giù, ad asciugare in una stanza calda, al buio. Dalle bacche si può ricavare un’ottima marmellata. Se vengono seccate leggermente, possono essere messe sott’aceto o in salamoia.

L’alchechengio contiene una grandissima quantità di vitamina C, acido citrico, tannino e zucchero. Da noi, gli alchechengi non sono ancora molto diffusi, malgrado il gusto piacevole e gli innumerevoli benefici che si traggono dal loro consumo. Si trovano nei nostri mercati da settembre a gennaio e possono essere consumati al naturale o canditi.

Vista la grande quantità di tannino, possiedono incredibili proprietà diuretiche e depurative. Sempre grazie al tannino queste bacche hanno capacità astringenti in caso di diarrea (in particolare durante le prime epidemie di influenza che interessano anche l’intestino).

Per le eccezionali quantità di vitamina C (il doppio rispetto al limone) possono sostituire gli integratori di vitamina C (anche se è sempre molto importante chiedere il parere di uno specialista prima di assumere qualsiasi rimedio naturale). L’achechengio è considerato un rimedio antiflogistico (antinfiammatorio), un sedativo della tosse, un lassativo, un diuretico e un espettorante.

Si dice che una dose eccessiva della pianta possa favorire l’aborto nelle donne in gravidanza. È invece raccomandato nelle febbri di vario tipo e nella gotta. Le foglie fresche del frutto sono sempre state utilizzate esternamente per fare impacchi rilassanti, nel trattamento delle infiammazioni della pelle. Il seme è utilizzato nel trattamento di disturbi renali e della vescica. L’alchechengio è tossico in tutte le sue parti eccetto la bacca interna, per questo è sempre necessario rivolgersi a personale esperto, soprattutto quando ci si trova davanti a foglie e frutti acerbi.