I quotidiani di oggi sono giustamente pieni di informazioni, ricordi e versi dell’ultima grande poetessa italiana dell’era contemporanea: Alda Merini, che si è spenta Domenica, nel giorno di Ognissanti.

Pur avendo una formazione classica, non sono un’esperta di poesia, quindi lascio analisi e commenti tecnici sulle sue opere a chi di dovere. Ma il bello della poesia è che, un po’ come la musica, la pittura, la scultura, quando è grande arriva, proprio per la sua grandezza, a toccare la sensibilità anche di chi è incompetente come me.

E allora ne approfitto per sottolineare la modernità delle poesie della Merini:

Spaccarono la tua bellezza

e rimane uno scheletro d’amore

che però grida ancora vendetta

e soltanto tu riesci

ancora a piangere

Così, con questi versi che mi sembrano di straordinaria attualità, la poetessa descriveva il gentil sesso nell’opera “A tutte le donne“.

Il che mi fa pensare che Alda Merini, nonostante l’età (che spesso porta molti a guardare indietro astraendosi dall’oggi, e divenendo quindi incapaci di comprenderlo) fosse mentalmente una ragazzina, una giovane sveglia, acuta, arguta.

Sarebbe bello se, in questi tempi di veline ed escort dai soldi facili, Alda Merini, questa “pazza della porta accanto”, potesse diventare un esempio, un modello di donna amata, ammirata, ricordata, senza essere né bella né facile, ma anzi con la fierezza di una vera anticonformista, che sa di essere diversa, e non ha bisogno di apparire per essere.