Costantemente sopra le righe, Aldo Busi è famoso per il carattere schietto e le affermazioni taglienti. Ricordiamo tutti, infatti, la sua ultima litigata televisiva a L’Isola dei Famosi, evento che gli causò un vero e proprio esilio dal palinsesto Rai. Ieri, però, lo scrittore ha svelato un lato drammatico di sé: le violenze subite durante l’infanzia.

Il set prescelto per questa rivelazione è stato il salotto domenicale di Barbara D’Urso, quel Domenica 5 che, forse troppo spesso, fa delle storie mozzafiato e strappalacrime la propria arma vincente. Durante l’intervento, Busi ha rivelato come il padre fosse solito bastonarlo fino a farlo sanguinare, il tutto sotto gli occhi austeri della madre.

Sono stato un bambino seviziato, non sessualmente, bastonato, cinghiato a sangue da mio padre. […] Volevano una femmina perché mia mamma aveva bisogno di una donna che l’aiutasse e mio padre aveva bisogno di una serva al pari di mia madre. Lei addirittura non mi allattò per tre giorni finché la levatrice non le disse che stavo per morire. Nemmeno la mia omosessualità ha provocato tanto odio nei miei confronti da parte dei miei genitori. Entrambi, infatti, iniziarono subito a picchiarmi.

Lo scrittore, tuttavia, non si sente di condannare tout court i propri genitori. Durante la trasmissione, infatti, arriva addirittura a ringraziare il crudele padre:

Gli sono grato perché sono rimasto un uomo buono e di questo vado fiero. Se non fosse stato così spietato, forse neanch’io sarei così come sono oggi, non accomodante, ma non desidero mai offendere o rovinare la vita degli altri. Essere felice a discapito degli altri, non lo posso sopportare.

Un racconto scioccante, ma in pieno stile Busi, che sottolinea come spesso si confonda la genitorialità con il concetto di possesso. Troppo spesso, ancora oggi, la cronaca ci propone casi drammaticamente simili: chissà che l’intervento dell’ex naufrago non faccia da apripista per un serio dibattito pubblico sulle violenze fra le mura domestiche.