Come avevamo visto anche all'”Isola dei Famosi”, si può sempre contare su Aldo Busi per una sparata densa di polemica, per strane locuzioni verbali e il solito anticonformismo, un Vittorio Sgarbi più articolato, in altre parole. Stavolta ce l’ha con Tiziano Ferro: colpevole di aver sbagliato momento per fare coming out.

Evidentemente la confessione del cantante italiano, che tanti aspettavano da tempo, ha comunque fatto il suo giro di scalpori, oltre ad aver spalancato il vaso delle mille supposizioni, ultima quella che lo vuole in coppia con un sessantenne.

Aldo Busi però, grande intellettuale, scrittore pietra miliare e ultimamente opinionista da piccolo schermo, non ha digerito la mossa di Tiziano, così come riportato da Gay.TV:

Per me questo Ferro ha aspettato troppi anni per godere della mia stima, diciamo che si è svegliato con ogni comodo, dopo troppi soldi fatti a discapito della troppa ruggine accumulata in testa, sua e delle sue fan. Inoltre non significa niente da un punto di vista civile e politico ammettere la propria omosessualità se al contempo non si diventa pubblicamente acerrimi nemici di chi e quanti hanno voluto renderti la vita impossibile per un simile nonnulla.

Suo compito perciò era sì dichiararsi, ma soprattutto denunciare le discriminazioni subite dalla società. Che Tiziano possa voler tener per sé eventuali travagli è inconcepibile per Busi, che va avanti col suo peculiare linguaggio:

O questa ugola rantolante pietà e comprensione ora fa un album anticlericale e antifascista via l’altro, o tanto valeva che restasse un ipocrita culetto biancogiglio in attesa di ritornare obeso.

E chiude l’arringa esortando italiane e italiani a leggere “Seminario sulla gioventù”, suo romanzo degli anni Ottanta, quando ancora la carriera televisiva non aveva preso il sopravvento.