La settimana scorsa, molti siti hanno parlato del cast femminile della nuova edizione de “L’isola dei famosi”, in onda dal 18 febbraio. Il cast maschile non tarderà ad essere reso pubblico: uno degli uomini che sbarcherà sull’isola sarà il celeberrimo Aldo Busi.

Lo scrittore italiano ha già firmato il contratto e ha dichiarato che non andrà all’Isola per soldi ma per poter parlare apertamente agli italiani:

Vado all’Isola dei Famosi. È fatta. Il 18 febbraio si parte per i Caraibi. Lo faccio per rivolgermi agli italiani. Risolto il problema della sopravvivenza, sull’isola terrò un simposio al giorno, alla maniera platonica.

E, sicuramente, ne potremo vedere delle belle visto Aldo Busi ha richiesto che venissero eliminate dal contratto alcune clausole che non gli permettevano di esprimere liberamente il proprio pensiero:

Una clausola mi imponeva di non parlare in modo offensivo di politica e di religione. Ho preteso che venisse tolta. Altrimenti cosa dovrei dire tutto il giorno? Cip-cip?

Un bello schiaffo morale per coloro i quali credono non ci sia nulla da imparare in un reality show. Che sia un’abile mossa della produzione per catturare l’attenzione dei telespettatori più esigenti?

Certo è che Busi è pronto a discutere sugli argomenti più disparati quali sentimenti, cronaca, storia e chi più ne ha più ne metta:

Parleremo del rapporto tra bellezza e potere. Dell’amicizia. Dell’infanzia. Ricorderò che la donna deve affermarsi come soggetto politico: prima che al marito e ai figli deve badare all’indipendenza economica.

E ovviamente all’appello non poteva mancare la politica. Il sig. Busi ha promesso ai suoi fan di esprimere la propria opinione sul Presidente del Consiglio davanti alle telecamere:

Io sono contro Berlusconi, ma anche contro chi gli si oppone invano: perché sono Berlusconi bonsai, quindi falliti. Ho fatto causa all’Espresso quando mi collocò a destra, ma non posso stare con questa sinistra, più clericale di un prevosto. Ricorderò agli italiani che facciamo parte dell’Unione europea: le leggi e le sentenze di Strasburgo sono vincolanti. Penso al crocefisso da togliere, alle coppie di fatto da riconoscere.