Sperare nel giudizio benevolo di un critico televisivo come Aldo Grasso è già di per sé un’impresa ardua, se poi ci aggiungiamo la sua rinomata intolleranza per gli show fatti solo di gag insulse, belle donne e intrattenimento spicciolo allora, forse, riusciremo a comprendere le sue parole su “La notte degli chef“.

L’ultimo programma targato Mediaset condotto da Alfonso Signorini, infatti, è stato preso di mira dal critico del Corriere della Sera che, senza mezzi termini, ha definito lo chef-conduttore, uno che “non ha niente da fare, salvo dirigere due giornali, più altre incombenze”, noioso e non adatto alla conduzione dello show.

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Premettendo che si tratta dell’ennesimo programma televisivo di cucina, ricette e sfide tra cuochi, “La notte degli chef” vorrebbe catturare l’attenzione proponendo una competizione ai fornelli fra nove giovani cuochi, infilando qua e là le inquadrature della Belen Rodriguez o della Elisabetta Canalis di turno e le battute dell’ospite VIP della serata.

Per Aldo Grasso tutto questo non funziona, è estremamente noioso e incomprensibile. Così come giudica incomprensibile la presenza in giuria di due personalità elevate come Davide Rampello, presidente della Triennale di Milano e Camilla Baresani, feroce critica gastronomica. Il terzo giurato, il cuoco Alessandro Borghese, sembra avere maggiore ragion d’essere vista la sua formazione più televisiva e spettacolare.

La critica Camilla Baresani si sente in dovere di chiarire il dubbio di Aldo Grasso sulla sua presenza a “La notte degli chef” e, senza mettere da parte il suo atteggiamento pungente, risponde:

“Non ho detto di no perché…beh, intanto è un lavoro pagato, non un’ospitata come mi è sempre capitato per promuovere i miei libri. Io passo 10 ore al giorno al PC scrivendo, se per una volta il lavoro è parlato anziché scritto non mi sembra una cosa disdicevole. M’avessero detto che cucinava {#Benedetta Parodi} avrei detto no, perché quel mondo mi ripugna, lo trovo tragicamente diseducativo. Anni di campagne per educare le persone ad alimentarsi in maniera sana, e alla fine ci tocca il successo planetario di chi cucina con il Philadelphia. Tipo uno che scrive libri con attenzione enorme, poi arriva Fabio Volo e sbaraglia tutti. Ecco, la Parodi è il Fabio Volo della cucina.”