Tamarreide prosegue tra le polemiche. È già sesso tra Christian Mirò, l’erede del miele Ambrosoli, e il tamarro Claudio, mentre il Codacons vuole chiudere la trasmissione. A chi proprio Tammarreide non va giù è Aldo Grasso, l’esperto di televisione del Corriere della Sera, che ha dedicato ampi strali allo show condotto da Fiammetta Cicogna. Grasso ha persino affermato che tra tutti quei tamarri, la più tamarra è proprio la Cicogna.

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Per il critico televisivo sembra abbastanza ovvio che Tamarreide sia nato sulla scorta di Jersey Shore, ma i due docureality sono ben differenti perché i guidos del New Jersey sono una realtà sociale direttamente proveniente dal melting pot statunitense, mentre i tamarri di casa nostra sembrano per lo più scopiazzati e di cattivo gusto. Tanto che su Jersey Shore esiste una folta bibliografia a riguardo, tanto è interessante il fenomeno di costume provocato dallo show.

Quello che più teme Aldo Grasso è il ruolo della televisione nell’immaginario collettivo nel momento in cui si trasmette Tamarreide:

“Mentre si discute sul ruolo avuto dal web nei recenti referendum, sulla funzione non più centrale della TV nella creazione del consenso, sul rapporto fra i giovani e la loro autorappresentazione, non si può prendere un programma ed elevarlo a rappresentazione di una categoria; alcuni generi, come il talk show o il reality, sono dei contenitori che, per soddisfare le proprie esigenze, modellano a piacimento gli ospiti. Dunque risulta molto difficile fare una radiografia generazionale partendo da singoli programmi, si rischia solo lo stereotipo.”

Il vero problema di Tamarreide, secondo Grasso, è la povertà di idee del programma, ma anche la ricchezza di pessimo gusto. L’omofobia, la scarsa educazione, la perdita del senso comune del bello sono tutti gli ingredienti che fanno di questo programma un vero e proprio pasticcio.