Il noto critico televisivo Aldo Grasso, dopo aver criticato lo spettacolo di Paolini, attacca anche Roberto Saviano. L’autorevolezza del critico non si discute ma, francamente, i paralleli creati per affondare l’attacco ai danni di Saviano sembrano eccessivi. Prima di addentrarsi nella questione, è meglio dare un’occhiata alle dichiarazioni del critico televisivo:

Con qualche ingenuità, Saviano si avventura nell’infido mondo delle teorie letterarie, a metà tra Baricco e Paolini. La serata era stata reclamizzata con parole di Ken Saro-Wiva che invitava i letterati a mettersi al servizio della società “immergendosi nella realtà, intervenendo”. Ora, qualcuno in studio avrebbe potuto fargli osservare che è stato proprio il regime sovietico attraverso la poetica del realismo socialista a teorizzare lo storicismo, cioè l’attitudine a rispecchiare nella forma letteraria le contraddizioni tipiche della società. Gli esiti non li ignoriamo. Se Saviano parla di cose che conosce bene, come il sacco di Castel­volturno, è incisivo, se si addentra nei meandri più sofisticati della letteratura smarrisce un po’ la strada e l’efficacia espositiva ne risente. Due ore sono esagerate per mantenere sempre alta la tensione drammatica e drammaturgica.

Dal mio punto di vista, le presunte citazioni sbagliate di Saviano, evidenziate da Grasso, passano in secondo piano rispetto all’impegno politico e sociale che sta dimostrando lo scrittore. “Gomorra” e le dichiarazioni contro il clan dei casalesi, ad esempio, sono giunte poco dopo la faida di camorra a Scampia. Gli omicidi per il controllo dello spaccio degli stupefacenti e il problema dell’immondizia per le vie di Napoli hanno innalzato le vendite del libro di Saviano, trasformandolo in un portavoce della legalità.

Per quanto riguarda l’eccessiva durata della trasmissione, si tratta di una questione di gusti personali. Mentre i paralleli con la letteratura e con i saggi filosofici sono, francamente, altrettanto discutibili. Tutti coloro che hanno un’esposizione mediatica della portata di Saviano, infatti, possono commettere errori o essere giudicati. Ma soprattutto, in quanto portatori di una causa, è nelle loro facoltà l’utilizzo di tutti i mezzi a loro disposizione per combattere. Letteratura compresa.

Aldo Grasso dovrebbe probabilmente analizzare con eguale spirito critico le dichiarazioni dei vari politici di turno, chiarendoci le incongruenze, invece che soffermarsi su uno scrittore che ha perso la propria libertà poco più che trentenne.