Ecco “Alejandro“, l’atteso video di Lady Gaga diretto dal fotografo Steven Klein, che ha sollevato moltissime polemiche prima ancora dell’uscita ufficiale. Vediamo se tanto hype risulterà giustificato dai fatti.

Il video sicuramente non tradisce la tradizione dei clip di Lady Gaga. È, infatti, un vero e proprio cortometraggio di ben 8.44 minuti durante i quali si svolge una storia di amore, tradimento e gelosia. Tutti questi sentimenti vengono incredibilmente amplificati attraverso un sapiente uso di coreografie, regia e costumi, ma non solo. Infatti è chiaro come l’intento del video sia quello di creare scalpore, grazie a scene a dir poco controverse, forse meno spinte di quanto avessero indicato i rumor degli ultimi giorni.

Ciò che possiamo dire è che, a differenza dei precedenti video della cantante americana che raccontavano una vera e propria storia, qui la trama è un po’ meno lineare. Il video, infatti, si apre con un corteo funebre, guidato da Lady Gaga, che porta un cuore sanguinante su un cuscino. Da questo momento in poi sarà un susseguirsi di sequenze simili a piccoli flash a partire da una coreografia che mima scene di sesso di gruppo con uomini che indossano tacchi a spillo, per poi passare ad attimi in cui Lady Gaga è vestita da sacerdotessa, fino al momento in cui canta davanti ad una sorta di croce rovesciata.

Incredibile l’apporto di Steven Klein, che riesce a fondere l’atmosfera gotica alla Tim Burton con una fotografia ed un uso delle luci tali da far sembrare l’intero video una continua sequenza di patinatissimi servizi fotografici in bianco e nero.

Al di là delle indiscutibili qualità artistiche dell’intero clip, possiamo già dire con sicurezza che questo darà vita a numerose polemiche, e del resto Lady Gaga non si è di certo risparmiata. Argomenti come la religione o la sessualità sono affrontati in modo così diretto e, diciamolo, volutamente controverso, che il video non potrà certo passare inosservato, specie negli USA.