Manca poco ormai al lancio della decima edizione del Grande Fratello, il format olandese esportato da Endemol in tutto il mondo che ha rivoluzionato la televisione.

In un’intervista a TV, Sorrisi e Canzoni, Alessia Marcuzzi parla proprio del prossimo appuntamento su Canale 5, ogni lunedì dal 26 ottobre in prima serata. La nona edizione è stata contrassegnata da un successo senza pari, e per tentare di bissarne il risultato si è puntato su una impostazione no limits, come la definisce la stessa conduttrice nel corso dell’intervista.

La prima puntata, come già annunciato da tempo, proporrà una rimpatriata con le vecchie glorie delle edizioni passate, per festeggiare tutti assieme il decimo compleanno della trasmissione.

Ma non saranno solo i concorrenti a ritrovare vecchie conoscenze: l’idea è quella di omaggiare anche le conduttrici che si sono succedute nel corso di dieci anni, a cominciare dalla pioniera Daria Bignardi (prime due edizioni) e passando poi per Barbara D’Urso (dalla terza alla quinta). Se per quest’ultima non dovrebbero sorgere problemi contrattuali, dato che è già estremamente affaccendata in casa Mediaset, potrebbe essere difficoltoso far rientrare la Bignardi nello studio di Cinecittà, in virtù del contratto che attualmente la lega alla Rai.

Riguardo la nuova edizione Alessia Marcuzzi, alla sua quinta conduzione, si esprime così:

Sarà un’edizione “no limits” e non solo per la maggiore durata del reality. Per esempio, avremo ben 40 concorrenti. Nella Casa, poi, per la prima volta ci sarà una stanza invisibile. Ma non posso dire di più

Poi riflettendo sui concorrenti, la bella conduttrice esprime un desiderio:

Vorrei avere persone molto pulite d’animo. Nella speranza che pure il pubblico si soffermi su di loro e non solo sui personaggi più appariscenti. Difficile, invece, scovare persone coinvolte politicamente. I giovani hanno pochi punti di riferimento. Oltre che paura di esporsi. Spero che si parlerà di integrazione, dell’Italia spaccata tra Nord e Sud. Ora si discute di dialetti a scuola. E a me viene da dire: ma perché il nostro Paese è così vecchio?