Sembra che il consumo di cibo spazzatura da parte dei bambini riduca il loro quoziente intellettivo.

Questi i dati che emergono da uno studio condotto dalla dottoressa Sophie Von Strumm, ricercatrice presso il Dipartimento di Psicologia della Goldsmiths (Università di Londra). Secondo lo studio, i bambini che vengono alimentati con cibi sani e genuini hanno un quoziente intellettivo superiore a quello dei bambini che invece preferiscono regolarmente i fast food.

In realtà, il fast food in caso di necessità o per divertimento o per il gusto di provare cibi diversi può andare bene qualche volta, ma non può e non deve diventare un’abitudine. È vero, infatti, che la qualità dei cibi che mangiamo si trasmette alla qualità della nostra salute. E che influenzino anche lo sviluppo celebrale lo abbiamo appreso dallo studio della ricercatrice britannica.

Comunque, è indubbio che i pasti pronti, molto conditi, con troppi grassi e troppi zuccheri possono produrre obesità e quindi appesantimento dei movimenti, confusione mentale e concentrazione difficoltosa. Nei bambini questi cibi ”spazzatura”, come comunemente li chiamano, potrebbero davvero danneggiare il quoziente intellettivo. È meglio quindi evitarli e limitare lo ”sfizio” a qualche rara occasione. Sfizio, perché in genere ai bambini piacciono proprio i cibi che non potrebbero mangiare.

È pur vero che, con la vita d’oggi che obbliga ad un mordi e fuggi, si preferiscono piatti veloci e ingredienti non proprio sani. In particolare, le famiglie meno abbienti, per motivi economici, sono costrette ad un’alimentazione ad alto potere saziante piuttosto che con ottimali proprietà nutritive ed energizzanti: ma è una necessità, non un vizio.

Dallo studio emerge, infatti, che nelle famiglie economicamente più agiate, pasti e merende vengono preparati di solito con cibi freschi e cotti al momento e questo sembra influenzare anche le capacità intellettive dei bambini. La ricercatrice britannica spiega, infatti, che al fast food ricorrono di più le famiglie meno agiate.

Tuttavia, non è impossibile preparare piatti economici, poveri ma gustosi, che soddisfano il gusto ma non svuotano il borsellino. Basta scegliere gli ingredienti giusti e saperli cucinare con l’amore che le nostre nonne, pur in tempi difficili, sapevano mettere nella preparazione di cibi buoni da mangiare, belli da vedere e tutti rigorosamente ”economici e sani”, per la salute di piccoli e grandi…