Per i bambini, concluso il periodo dello svezzamento, inizia la fase più delicata dell’educazione alimentare, quella dell’alimentazione dell’infanzia: è in questa fase, infatti, che si consolidano le preferenze in fatto di cibo e le abitudini (giuste o sbagliate) che ci accompagnano per il resto della vita. Arrivano dall’Airc, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, le guide sull’alimentazione per ogni età.

Fotostoria: Gli alimenti anticancro

Diversi studi epidemiologici hanno dimostrato che oltre il 30% dei tumori ha una concausa legata all’alimentazione e che un consumo di cibi sani fin dalla più giovane età si accompagna a una più bassa incidenza di tumori. Questo dato è stato confermato anche da un grande studio epidemiologico europeo, lo studio Epic. L’elemento determinante, secondo l’Epic è l’elevato consumo di vegetali fin dalla più tenera infanzia, a fronte di un apporto contenuto di proteine di origine animale.

Ecco i 10 errori comuni nell’alimentazione dell’infanzia da evitare

  1. I bambini assumono troppe calorie rispetto al loro fabbisogno quotidiano. Dai 3 ai 6 anni i bambini dovrebbero assumere, in base alle attività fisiche svolte, tra le 1252 e le 1829; dai 6 ai 12 anni tre le 1565 e le 2275. Se si scelgono i cibi giusti, non si rischia di avere carenze in nutrienti o in energia e si controllano meglio anche gli eccessi.
  2. La ripartizione delle calorie nei diversi pasti non è quella corretta. La ripartizione migliore attribuisce le calorie per il 20% alla colazione, per il 5% a uno spuntino in mattinata; per il 40% al pranzo; per un 5% alla merenda e per il restante 30% alla cena.
  3. Spuntini e merendine sono spesso molto calorici ma scarsi dal punto di vista nutrizionale. La merenda di metà mattina dovrebbe essere costituita da un frutto o da marmellata senza zucchero spalmata su pane integrale. Per il pomeriggio bene anche un pezzo di pizza, meglio se di farina integrale.
  4. Il consumo di proteine animali è eccessivo. La carne, il cui consumo è correlato soprattutto ai tumori dell’intestino, non dovrebbe essere servita più di 2-3 volte la settimana (tenendo conto anche di quanto viene offerto a scuola). Va incentivato, piuttosto, il consumo delle proteine provenienti dai legumi.
  5. Il consumo di carboidrati ad alto indice glicemico come gli zuccheri semplici è eccessivo. L’insulina è un ormone chiave nel rapporto tra cibo e cancro, e viene prodotto con l’aumento degli zuccheri nel sangue. Una glicemia alta, derivante da troppi zuccheri, produce eccessivo testosterone e un eccessivo fattore della crescita IGF-I, fertilizzante per le cellule in generale e per quelle cancerose in particolare. Importante, dunque, ridurre fortemente il consumo di zucchero bianco.
  6. Viceversa, i bambini mangiano poca frutta e verdura, ricche di fibre e di vitamine. Frutta e verdura sono alla base di un’alimentazione sana: può essere difficile per i piccoli arrivare a tre porzioni di verdura e due di frutta al giorno, proponetele anche come spuntini, frullati e centrifughe.
  7. Spesso manca sulla loro tavola il pesce. È importante far apprezzare il pesce al bambino, anche con preparazioni saporite ed elaborate, come delle polpette, in modo che entri a far parte stabilmente del suo menù.
  8. I bambini mangiano troppo spesso fuori casa pasti preparati industrialmente (con troppi grassi, troppo sale e troppo zucchero).
  9. I piccoli mangiano spesso davanti alla TV. Questo favorisce l’obesità perché riduce la capacità di controllare consapevolmente la quantità di cibo ingerito.
  10. I bambini fanno troppo poca attività fisica. Dopo la scuola, spesso fanno i compiti, guardano la televisione, giocano con i videogiochi al pc, mentre avrebbero bisogno anche di muoversi, correre e giocare all’aria aperta.