I bambini vivono oggi in un mondo in cui hanno a disposizione una varietà senza precedenza di cibi: per questo è diventato essenziale fare attenzione all’alimentazione nella prima infanzia e, soprattutto, educare fin dai primissimi anni di vita a nutrirsi correttamente. Per questo l’Airc, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, propone le guide sull’alimentazione per ogni età.

Quando si diventa genitori, infatti, proteggere i figli e investire nel loro futuro è la priorità più importante. Badare alla loro alimentazione è uno dei modi più efficaci di proteggerli dalle malattie dell’età adulta: ecco 10 cose da sapere per seguire nella maniera migliore l’alimentazione nella prima infanzia.

  1. Nei primi mesi di vita non vi sono molti dubbi su cosa costituisca la migliore alimentazione di un neonato: il latte materno, ogni volta che è disponibile, o il latte in polvere (latte di mucca umanizzato, cioè trattato in modo da somigliare il più possibile quello umano, ugualmente digeribile e con un contenuto in minerali e vitamine adeguato ai fabbisogni dei primi mesi di vita del bambino).
  2. L’allattamento al seno ha come obiettivo quello di fornire al bambino tutto ciò di cui ha bisogno, nella forma per lui più digeribile e assimilabile. Inoltre garantisce la costruzione di una buona flora batterica intestinale, stimola la formazione del sistema immunitario e permette una corretta idratazione.
  3. In situazioni di grande calore, e quindi di aumentata sudorazione, è utile dare l’acqua al bambino (qualsiasi acqua purché priva di nitriti è adatta all’alimentazione dei più piccoli).
  4. Al momento dello svezzamento i cereali diventano la base dell’alimentazione, insieme alle verdure e ad alcune fonti di proteine. Bisogna evitare lo zucchero aggiunto e iniziare lo svezzamento con cibi naturalmente dolci come le creme di frutta e verdure (tipo carote), passare poi a creme di cereali integrali ben setacciate per allontanare le fibre troppo aggressive per l’intestino del bambino e inserire gradualmente le creme di proteine da fonti vegetali (come i legumi) o dal pesce, ma non da crostacei e molluschi
  5. L’unico grasso ammesso nella cucina dei più piccoli è l’olio extravergine di oliva. È ricco di acidi grassi  insaturi da spremitura, quindi molto utili al bambino. Il sale, invece, si può evitare.
  6. Durante lo svezzamento si consiglia in genere di introdurre un alimento nuovo per volta, verificando di volta in volta la reazione dei più piccoli. Alcuni alimenti che possono dare più facilmente allergie, come il pomodoro e l’uovo, sono in genere gli ultimi a essere introdotti.
  7. Va consumata solo frutta fresca e frullata. È una fonte essenziale di vitamine, sali minerali e fibre. In genere si introduce per prima la mela e in seguito la pera e così via, introducendo sempre nuovi frutti di stagione. Fino ai 10-11 mesi si sconsiglia, però, l’uso di agrumi, pesche e fragole per il loro potenziale allergizzante.
  8. Come la frutta, la verdura è fonte di vitamine e minerali ma soprattutto di fibre. Tutte le verdure, in crema, sono utilizzabili fin dalle prime fasi di svezzamento tranne le crucifere (cavoli e simili), i carciofi, l’aglio e la cipolla, che possono favorire la formazione di gas nell’intestino e vanno introdotti, in maniera molto graduale, intorno ai 10-12 mesi di vita.
  9. I latticini sono una fonte importante di calcio, ma la tendenza attuale a ridimensionare l’apporto di proteine di origine animale e di grassi ne ha ridotto il ruolo nell’alimentazione infantile. Il calcio è presente anche nei vegetali e soprattutto nei semi (per esempio in quelli di sesamo, che possono essere aggiunti  alle pappe dopo averli ridotti in farina) e nelle acque minerali. Il latte di mucca può essere sostituito  da bevande vegetali senza zucchero (di riso, di soia, di mandorle).
  10. La carne (quella bianca è da privilegiare) e altri alimenti animali (su tutti da preferire il pesce) possono essere introdotti quando spunteranno i dentini.