I Comuni sono già al via per l’aliquota Imu. Una notizia in proposito ci arriva dal Comune di Padova, il quale ha stabilito l’aumento dell’Imu per le seconde case e le imprese dallo 0,96 all’1,02 per mille.

La Giunta del Comune di Padova ha dovuto adottare questo provvedimento per la necessità di far quadrare i conti in sede di bilancio comunale. Quindi non cambia l’Imu sulla prima casa, ma ha deliberato, anzi ha dovuto deliberare, per motivi contingenti, l’aumento dell’aliquota Imu sulle seconde case, per le imprese e anche per gli uffici, gli studi professionali e tutte le varie tipologie di attività commerciali.

In base a quanto deciso dall’amministrazione comunale di Padova, l’Imu per la seconda casa e per le imprese viene aumentata dallo 0,96 all’1,02, mentre per la prima casa la tassa rimane ferma allo 0,4.

Peraltro, dice l’Amministrazione comunale di Padova, il pesantissimo taglio di risorse operato dal governo Monti per l’applicazione della spending review pone di fronte a due alternative: rivedere l’aliquota Imu sulla seconda casa o ridurre la qualità e la quantità dei servizi erogati dal Comune. In questo caso, è stata preferita la prima per non prendere altre decisioni a discapito dei servizi ai cittadini.

Con l’aumento delle aliquote Imu il Comune potrà beneficiare di un gettito pari a 108 milioni e 200mila euro complessivi, dei quali 32 arriveranno dalla prima casa e 76,2 dalle seconde case. Ma la decisione ha suscitato le proteste del presidente di Confindustria Padova Massimo Pavin, preoccupato per l’impatto economico e sociale sulle imprese locali che l’aumento della fiscalità potrebbe avere sulle imprese.