Sembra una storia da favola, poter vestire un abito da sposa donato da un’attrice quale Audrey Hepburn, eppure per una donna è stata la realtà.

Tanto tempo fa, per usare un’espressione tipica delle favole, precisamente nel 1952, l’attrice era nella nostra capitale perché impegnata nelle riprese del film Vacanze Romane. Aveva soli 23 anni e, come si conveniva all’epoca ad una delle donne più belle e affascinanti del mondo, stava per sposarsi. Il suo futuro marito? Un ricchissimo imprenditore inglese, lord James Hanson. Tra loro c’era stato un amore a prima vista e il matrimonio era stato addirittura annunciato al Times di Londra. Il lieto fine però l’attrice ha preferito regalarlo ad un’altra donna, italiana. A pochi giorni dalle nozze infatti la Hepburn ha rinunciato al matrimonio perché lord Hanson la voleva un perfetto angelo del focolare, lontana dai set cinematografici e da qualsiasi altro posto di lavoro.

Nel frattempo il suo abito da sposa, ideato e creato dalle sorelle Fontana, era ormai pronto. Fu allora che la Hepburn pregò Zoe Fontana, una delle sorelle dell’atelier allora emergente, di regalare il suo abito ad una donna che non avrebbe mai potuto permettersi un vestito del genere.

Vorrei che lo indossasse una ragazza povera ma bella

Espresso questo desiderio, le sorelle Fontana organizzarono un concorso e scelsero tra le tante pretendenti una donna di Latina, Amabilia Altobello, che di lì a poco avrebbe sposato un contadino del posto, Adelino Solda. L’abito le portò fortuna, le fece vivere un matrimonio felice, e dopo averlo custodito per anni con cura, la fortunata signora lo ha ora restituito volentieri per far felice qualcun’altra.

Accompagnato dalle lettere private sul matrimonio mancato, sarà infatti il pezzo forte dell’asta prevista per il prossimo 8 dicembre a Londra alla casa d’aste Sotheby’s, dopo essere stato esposto la settimana precedente a Parigi, nella Galleria Charpentier della rue Faubourg Saint-Honorè, e sarà battuto insieme ad altri 35 pezzi tra abiti e oggetti appartenuti ad una delle icone del cinema esempio per molte attrici.

A donare gli articoli all’asta una delle migliori amiche della Hepburn, Tanya Star Busmann, la stessa che recuperò l’abito da sposa donato, conosciuta a Londra subito dopo la guerra. A lei infatti l’attrice spediva i suoi abiti smessi firmati Valentino, Elizabeth Arden, ma soprattutto Givenchy, di cui ne era la musa ispiratrice.

E come Audrey Epburn insegna, il ricavato andrà in beneficenza alla fondazione da lei stessa creata in aiuto dei bambini, la Audrey Hepburn Children’s Foundation. Icona dell’eleganza quindi, della bellezza, del fascino, ma soprattutto della generosità e della determinazione.