Allattamento al seno: è meglio seguire le richieste del neonato o stabilire orari precisi? Ci sono almeno due filosofie al riguardo. Ma qual è la differenza tra i due metodi? Alcune mamme per necessità, devono scegliere quello a orario, regolando l’alimentazione indipendentemente dalla richiesta del lattante.

In questo modo il bambino si può trovare a nutrirsi meccanicamente, vale a dire senza averne fatto richiesta, fatto che potrebbe limitare il rapporto comunicativo tra genitore e figlio. L’allattamento al seno a richiesta, tra l’altro, viene raccomandato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), anche perché significa tendenzialmente produrre più latte grazie alla suzione del neonato.

In questo modo il bambino, soprattutto se sottopeso, riesce a raggiungere con più facilità il peso ideale in rapporto all’altezza e all’età. A favore dell’allattamento al seno in generale, inoltre, c’è il miglioramento del contenuto del latte stesso dal punto di vista qualitativo: in poche parole il neonato avrà meno possibilità soffrire di coliche, di vomito e di diarrea.

In questo caso le mamme riescono a stabilire un legame con il bambino fin da subito, ma allattare al seno non è sempre una passeggiata, e spesso la difficoltà sta proprio nello stabilire una routine efficace e interpretare i reali bisogni del piccolo, identificando con certezza quando ha fame e quando le lacrime hanno un’altra causa.

Ma quante poppate sono necessarie ogni giorno? E quanto tempo deve trascorrere tra una e l’altra? Se si allatta a richiesta dipende dal bambino: a volte è necessario nutrirlo ogni ora, oppure ogni due ore, e secondo i fautori di questo metodo il neonato imparerà progressivamente da solo a regolarizzrsi, arrivando anche a mangiare ogni tre o quattro ore.

Il latte materno viene digerito molto rapidamente e il bambino, avendo uno stomaco molto piccolo, non può saziarsi molto e pertanto richiede di mangiare frequentemente. Sicuramente, durante i primi mesi, sarà difficile affrontare i ritmi dell’allattamento al seno giorno-notte, un po’ per la perdita di sonno e un po’ perché allattare toglie energie. I sintomi della fame tipici di un bimbo sono senza dubbio il pianto, spesso associato al gesto di mettere in bocca le manine.

Ma non sempre un neonato è chiaro nei suoi segnali, e se aver fame non è il motivo di disperazione allora bisogna capire se ha le coliche (generalmente i neonati ritirano le gambine verso l’addome), oppure se ha solo bisogno di essere rassicurato e confortato. L’accumulo di stanchezza della mamma (soprattutto se allatta al seno), può essere evitato cercando di dormire durante i riposini frequenti del bimbo, anche di giorno.

Fonte: Breastfeeding-problems