L’idratazione, indispensabile per il benessere del corpo, è ancora più fondamentale durante l’allattamento. Questa fase richiede, infatti, un aumento del fabbisogno quotidiano di acqua di circa il 30%.

Fin già dai primi giorni successivi al parto, il seno produce colostro, ad alto contenuto proteico e di sali minerali per poi arrivare, dopo 3-5 giorni, ad avere la montata lattea vera e propria – spiega Irene Cetin, esperto del Comitato Scientifico Acqua Panna, professore di Ostetricia e Ginecologia all’Università degli Studi di Milano e direttore U.O. Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Luigi Sacco -. Nei primi 6 mesi la donna arriva a produrre fino a 800-1000 ml di latte al giorno e l’acqua rappresenta una grande quota di questo latte, anche perché il neonato ha una composizione corporea formata all’80% di acqua”.

Durante tutto questo periodo, quindi, aumentano significativamente le richieste di acqua da parte dell’organismo materno. Ciò è dovuto sia all’incremento dell’irrorazione arteriosa e venosa del tessuto mammario, sia alla produzione vera e propria di latte.

Una corretta idratazione durante l’allattamento prevede un apporto di acqua tra i 2,5 e i 3 litri al giorno -. precisa la Cetin -. Il rischio di disidratazione è facile, soprattutto se si pensa a condizioni che possano ulteriormente aumentare le richieste, come per esempio il caldo dovuto al riscaldamento dei luoghi chiusi, la sudorazione, l’aumento della temperatura corporea, che spesso accompagna i malanni tipici di questa stagione, o l’attività fisica”.

Per un’idratazione adeguata è consigliabile assumere acqua poco o mediamente mineralizzata, adatta in particolare per le donne che soffrono di problemi come ritenzione idrica e gonfiori. Parallelamente va curata la dieta quotidiana, che deve essere varia e bilanciata: è importante assumere cibi ricchi di fibre e proteine, e si può abbondare di verdura, frutta e legumi. E’ bene, invece, limitare il consumo di zuccheri semplici e dare la preferenza agli zuccheri complessi, cioè pane, pasta e riso.

La fonte di grasso migliore è l’olio extravergine d’oliva: non cambia il sapore del latte e apporta al neonato i preziosi acidi grassi monoinsaturi, utili per la struttura di tutte le cellule. Non dimentichiamo il ruolo degli acidi grassi essenziali omega 3 contenuti soprattutto nel pesce e importantissimi per lo sviluppo cerebrale del piccolo.

Nonostante l’allattamento al seno sia una fonte naturale di nutrimento, di salute e di comunicazione tra madre e neonato, “non tutte le mamme riescono ad allattare –  continua la professoressa -. Allora deve essere favorito con una corretta alimentazione e idratazione fin dalla gravidanza. Infatti le modifiche che portano il seno a prepararsi all’allattamento iniziano già nel primo trimestre di gravidanza e proseguono sotto l’azione di diversi ormoni. In particolare la ghiandola mammaria inizia a prepararsi aumentando proprio il contenuto di liquidi”.