Allattamento al seno: sembra una scelta ovvia per tutte le mamme o quasi. Invece, accanto alle donne che non possono allattare al seno per vari motivi (fumo, mancanza di latte, etc.) ci sono quelle che scelgono di non farlo a causa dei farmaci antidepressivi. Questi i risultati di una ricerca condotta da un team di esperti statunitensi operanti all’interno del California Teratogen Information Service: gli studiosi hanno utilizzato i dati emersi in dieci anni di ricerca portata avanti grazie ai contatti della Pregnancy Health Information Line, un numero verde a disposizione delle neomamme.

La depressione è stata il filo rosso dello studio e sono state analizzate 466 mamme che hanno accettato di prendere parte a questa ricerca. I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica “The Journal of Human Lactation”, hanno evidenziato la correlazione tra l’assunzione di farmaci inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e il mancato allattamento al seno.

La ricerca è stata articolata su quattro livelli: sono state osservate le donne che hanno assunto i farmaci in esame sia prima che dopo il parto, quelle che li hanno assunti solo dopo il parto, quelle che hanno sospeso l’assunzione durante la gravidanza e quelle che non li hanno mai assunti. 

Secondo i dati emersi, le donne che in qualunque momento della gravidanza assumono  farmaci SSRI, tendono a non allattare nel 60 per cento dei casi. Riguardo a questa percentuale non è stata fornita una spiegazione certa, ma i ricercatori ipotizzano che la causa più probabile possa ricondursi al timore di trasmettere al proprio figlio il farmaco attraverso il latte materno. Questa constatazione ha spinto gli studiosi a raccomandare caldamente il supporto psicologico nei confronti delle neomamme, per consentire loro di scegliere in maniera maggiormente consapevole se allattare al seno o no.

I medici affermano che i farmaci passano nel latte materno: la buona notizia è che la maggior parte di essi, se assunti alle dosi terapeutiche, non ha effetti sulla produzione del latte o sulla salute del lattante. Esistono comunque alcune controindicazioni tassative, ossia farmaci che la mamma nutrice non deve mai assumere: i farmaci antitumorali, le sostanze radioattive utilizzate in radiodiagnostica, i farmaci antitiroidei, il cloramfenicolo.  

Esiste una vasta e articolata letteratura scientifica riguardante la correlazione tra l’assunzione di farmaci SSRI e la possibilità di malformazioni o di sindromi di astinenza neonatale: per questo motivo il rapporto rischio-beneficio del trattamento farmacologico antidepressivo in gravidanza deve essere valutato con estrema accortezza e cautela.

Da anni vasti settori della comunità scientifica e dell’opinione pubblica si confrontano riguardo all’allattamento al seno: secondo alcuni è non solo altamente consigliabile ma anche necessario per uno sviluppo adeguato del bambino; secondo altri, il latte artificiale sostituisce perfettamente quello materno, garantendo un livello nutritivo ottimale al pargolo.

Riguardo al latte artificiale, in commercio sono presenti varie formulazioni studiate per andare incontro alle diverse esigenze del neonato: alcune sono state create per alleviare i microdisturbi come coliche e stitichezza, altre sono specificamente indirizzate ai prematuri. In ogni caso è bene che le neomamme si rivolgano al pediatra di fiducia, in modo da avere piena cognizione e fare di conseguenza la scelta più consona.