L’allattamento al seno è fondamentale nel rapporto mamma – bambino, perché serve a rafforzare quel legame speciale iniziato in gravidanza. Dovrebbe, dunque, essere un momento piacevole per entrambi, ma non è sempre così. A volte possono presentarsi disturbi, anche se tutti prevenibili, e alla loro origine c’è spesso una posizione errata del bebè.

Allora, basta partecipare a incontri con altre mamme, con le ostetriche e con esperti (come La Leche League, Lega Nazionale per l’Allattamento Materno) o leggendo i tanti libri che trattano l’argomento per saperne di più. Intanto noi vi anticipiamo qualche dritta.

La prima cosa da fare dopo il parto è far “incontrare” il bambino e la madre il prima possibile, entro le prime ore. La “coppia” deve trovarsi in una situazione confortevole, al caldo, pelle contro pelle ed entrambi ben coperti. Il bambino ha un sistema olfattivo di riferimento, quindi da solo è in grado di andarsi a cercare il capezzolo materno. Quando il bambino si attacca al seno, la mamma deve verificare che la sua bocca sia bene aperta, come una ventosa: ricordate che è tutto il seno che allatta, non solo il capezzolo. La parte dell’areola deve quasi scomparire nella boccuccia del bebè.

Prima e dopo la poppata bisognerebbe sempre detergere i capezzoli e tra gli allattamenti usare le coppette assorbilatte per mantenere il seno asciutto e protetto. Queste sono le circostanze di un buon attaccamento al seno e in questo modo si prevengono le ragadi.

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