Si parla tanto del latte materno esaltandone i pregi. Ma quali accorgimenti sono necessari per garantire al proprio bambino il giusto nutrimento? Nel passato si consigliava alle donne di bere più latte o addirittura la birra.

Tutto ciò doveva servire a produrre un alimento più abbondante e sostanzioso per il piccolo. Niente di più sbagliato. Meglio partire dal presupposto che non esistono bevande che possono aumentare la quantità di latte prodotto dal seno materno. L’unico segreto è quello di fare poppate frequenti. Infatti, più il piccolo succhia più latte avrà a disposizione. Inutile poi pensare di utilizzare la birra che, essendo alcolica, dovrà essere evitata.

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Gli alcolici e i superalcolici vengono filtrati solo in parte dal fegato adulto, il resto entra in circolo nel sangue arrivando facilmente nel latte materno. Concesso un bicchiere di vino o di birra, ma con grande moderazione. Discorso diverso per il caffè. Le amanti della bevanda nera potranno berla stando attente a non superare la dose consigliata di 2-3 tazzine al giorno. Questo per evitare di rendere il proprio bambino un po’ troppo irritabile.

Via libera, invece, a tutti i cibi. La giusta dieta di una mamma in fase di allattamento prevede un’alimentazione varia e bilanciata,  in modo da garantire al lattante un adeguato apporto di nutrimenti. Ovviamente la preoccupazione della linea non deve in alcun modo interferire con l’allattamento. La parola d’ordine, infatti, per i primi sei mesi è assecondare la fame.

Una mamma che allatta consuma in media dalle 500 alle 600 calorie in più ogni giorno e quindi è concesso qualche pasto più abbondante o uno spuntino spezza fame. In questi casi è consigliabile approfittare in frutta e verdura che fanno bene al bambino, rendendo il latte più digeribile  e sono un toccasana per la linea.  No a snack e merendine, oltre a essere ricche di calorie sono assolutamente inutili sotto il piano nutrizionale.

Importante poi sfatare due luoghi comuni sui cibi da evitare. Sotto accusa di solito quelli dal sapore deciso (aglio, cipolla, broccoli e cavolfiori) che potrebbero alterare il gusto del latte  e i legumi che, invece, tenderebbero a creare nel bambino problemi intestinali. Per quanto riguarda i primi se la mamma ne ha già fatto uso in gravidanza il problema non sussiste, in quanto il bambino li avrà già assaggiati attraverso il liquido amniotico. Per i secondi i fastidi sono del tutto soggettivi.

Naturalmente il consiglio è quello di osservare le reazioni del proprio bambino, se comincia a rifiutare il seno o ha manifesta qualche sintomo (coliche) legato all’ingerimento di questi cibi allora è meglio che la mamma ne sospenda l’assunzione.

Assolutamente da evitare le diete fai da te. Possono avere effetti veramente dannosi sul piccolo contribuendo a impoverire la sua dieta. Anche in caso di sospetta allergia o intolleranza per ereditarietà è bene rivolgersi sempre al pediatra. Eventuali restrizioni alimentari dovranno essere sempre concordate con il medico.