L’allattamento al seno è un passo fondamentale per un sano e corretto sviluppo del vostro bambino; per tale motivo, qualora non sussistano patologie gravi o controindicazioni mediche, è più che consigliato, in quanto il latte materno è il miglior latte che un neonato possa ricevere.

Il latte materno è il più completo dal punto di vista nutrizionale, il più idoneo dal punto di vista immunitario e anche il più economico, visto che è gratuito. L’aspetto economico non è da sottovalutare, visti i prezzi esorbitanti del latte in polvere. Un altro pregio dell’allattamento al seno consiste nel profondo legame affettivo che si instaura tra la madre e il neonato, compromesso da un eventuale biberon. E’ proprio per l’importanza di questo legame che è essenziale allattare il piccolo sin dai suoi primi attimi di vita: è un contatto magico, costruito per ben 9 mesi stando all’interno della pancia e pronto a proseguire nell’incontro fisico dei due, per almeno 6 mesi dopo il parto.

L’allattamento al seno è positivo anche per la madre: la stimolazione del capezzolo aiuterà il seno della madre a prepararsi per la montata lattea e provvederà a mettere in circolo gli ormoni necessari – tra cui l’ossitona – a favorire l’involuzione uterina.

Il mancato allattamento al seno, soprattutto durante i primi 6 mesi di vita del neonato è un importante fattore di rischio, può causare maggiore mortalità, propensione ad ammalarsi, oltre ad una maggiore difficoltà nelle attività scolastiche e un minor sviluppo intellettuale e sociale.

A cura di Jessica Di Giacomo

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