L’allattamento risponde alla necessità di un contatto continuo fra madre e bambino anche dopo la vita intrauterina: il legame fra i due è rafforzato dall’esperienza della nutrizione al seno grazie al rilascio di ormoni come l’ossitocina che aumentano i sentimenti naturali di accudimento verso il bambino. Inoltre il latte materno protegge la salute del bambino perché contiene preziosi anticorpi.

Se allattato al seno, il piccolo non solo sarà meno soggetto a malattie, ma in caso di infezione i sintomi saranno più lievi e la guarigione più rapida. L’allattamento favorisce infatti lo sviluppo e il rafforzamento del sistema immunitario del piccolo, tanto è vero che, se la madre si ammala, prima che i sintomi dell’infezione si manifestino il suo corpo trasmette al piccolo, attraverso il latte, le immunoglobuline specifiche contro il contagio. Inoltre, quando il bebè si ammala, riceve dal latte materno anticorpi specifici per una protezione mirata. Numerosi studi dimostrano che l’allattamento al seno riduce nel bambino le possibilità di avere la malattia di Crohn e il diabete mellito di tipo 2; infine i bambini allattati al seno di solito sono più alti e magri di quelli alimentati con  preparati commerciali privi di fattori di crescita.

Esistono anche indubbi vantaggi per la madre: è dimostrato che fra le mamme che allattano si riduce dell’80% l’insorgere della depressione post-parto. L’allattamento permette alla madre di consumare i grassi accumulati durante la gravidanza ritornando quindi rapidamente al proprio peso forma. L’allattamento frequente ed esclusivo favorisce il ritardo del ritorno delle mestruazioni e permette quindi alla neo mamma di aumentare le proprie riserve di ferro, che in genere diminuiscono con il ciclo. È dimostrato infine che allattare riduce il rischio di tumore alle ovaie e alla mammella.

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