Siete più persone da allenamento aerobico oppure anaerobico? Entrambi i tipi di esercizi possono portare a benefici per il vostro fisico, ma si distinguono in maniera netta. Vediamo come e quale dei due può essere più adatto per voi, senza necessariamente che l’uno escluda per forza l’altro.

I tipi di attività aerobica sono quelli che tolgono maggiormente il fiato e che di norma rappresentano un esercizio fisico prolungato nel tempo, come ad esempio il nuoto, la corsa, il ciclismo o anche il solo semplice salire le scale. Questo genere di allenamento favorisce lo sviluppo di cuore, polmoni e vasi sanguigni, rendendoli più efficienti nella distribuzione dell’ossigeno per l’intero corpo.

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Le attività di tipo anaerobico sono invece brevi ma molto intense; in questo caso come esempi abbiamo la corsa veloce, il sollevamento pesi, le flessioni e i sollevamenti alla sbarra, ovvero quel genere di esercizi in cui l’organismo è spinto fino a un punto in cui i polmoni non sono più in grado di fornire una quantità di ossigeno sufficiente ai muscoli. Inoltre queste attività fanno accelerare l’attività metabolica: questo significa anche che l’organismo continua a bruciare grassi anche una volta che si è finito.

Vi è quindi una differenza radicale nella generazione di energia nei muscoli durante i due tipi di allenamento, visto che aerobico indica appunto la presenza di ossigeno, mentre l’anaerobico indica la sua assenza. Quindi, nel primo caso l’energia viene prodotta aerobicamente dal sistema cardiovascolare fino a quando è sufficiente l’ossigeno fornito ai muscoli per l’esercizio.

Quando invece il nostro sistema cardiovascolare smette di fornire ossigeno sufficiente ai muscoli, questi cominciano a generare energia anaerobicamente, ovvero in assenza di ossigeno. Possiamo quindi distinguere:

  • Metabolismo anaerobico: periodi molto brevi da 0 a 20 secondi, non c’è produzione di acido lattico;
  • Metabolismo anaerobico lattacido: tempi medio brevi, da 20 secondi a 2 minuti e 30 secondi, c’è produzione di acido lattico;
  • Metabolismo aerobico: tempi lunghi, da 2 minuti e 30 secondi in poi, ma raggiunge il massimo utilizzo dopo i 20 minuti.

Il passaggio tra una fase e l’altra di solito avviene in una fascia compresa tra il 50% e l’85% della capacità massima del proprio corpo, ovvero quando i muscoli non riescono a utilizzare abbastanza ossigeno; il sistema anaerobico lattacido consuma quindi glucosio, uno zucchero semplice derivato dai carboidrati più complessi e produce acido lattico, una sostanza tossica che causa sensazione di bruciore nei muscoli e che porta a un veloce affaticamento. Nonostante il sistema aerobico usi glucosio, in questa fase vengono anche bruciati i grassi per via del processo di ossidazione.

Se avviene il passaggio dall’aerobico all’anaerobico, significa quindi che la formazione di acido lattico vi condurrà a un graduale affaticamento, perciò dovreste valutare di interrompere il vostro allenamento. Altri segnali del passaggio a un tipo di allenamento eccessivamente anaerobico sono quindi la mancanza di fiato e l’iperventilazione, oltre a una sensazione di bruciore muscolare provocata dall’acido lattico.

Di seguito vi proponiamo un paio di video per illustrare entrambi i metodi di allenamento.