L’allergia al nichel è molto più diffusa di quanto si pensi, in particolare perché presente in moltissimi cibi sotto forma di solfato. L’intolleranza a questo tipo di sostanza è sottolineato dall’aumento della percentuale di allergie e di casi. Infatti il nichel è presente ovunque, basti pensare che la terra stessa ne è molto ricca.

Il termine nichel ha origini svedesi e deriva dal termine Nickel, diminutivo di Nicolaus associato all’immagine di una persona da poco, di un folletto o di un ragazzo irrequieto. Gli effetti dell’allergia da contatto, o da ingestione di alcuni cibi, sono abbastanza spiacevoli e fastidiosi. Si possono riscontrare nella presenza di dermatiti e pruriti sul volto, mani e gambe. Inoltre l’intolleranza al nichel può favorire la formazione di afte e infiammazioni gengivali, stanchezza e spossatezza, gonfiori addominali, nausea e mal di testa.

Nei casi più gravi si può sviluppare una sorta di intolleranza cronica che può portare anche crisi respiratorie e asma. Per appurare questa predisposizione è bene sottoporsi a un esame allergologico e uno di intolleranze alimentari. In questo modo sarà possibile valutare la singola risposta nei confronti di questo metallo, presente anche nell’acqua del rubinetto.

Il problema è proprio la sua facile reperibilità sia in materiali tecnici che di uso comune, come braccialetti e orecchini, ma anche in moltissimi cibi. In caso di intolleranza è meglio evitare completamente l’assunzione di questi alimenti: tutti i cibi in scatola, gli asparagi, i funghi, le cipolle, gli spinaci, i pomodori, i legumi, la lattuga, le carote. Tra le farine è meglio evitare quella integrale, di avena, di miglio, di grano saraceno e quella di mais, e per quanto riguarda la frutta fresca e secca le pere, le prugne, l’uva passa, le nocciole, le mandorle e le arachidi. Il nichel è contenuto in quantità elevate anche nel , nel cacao, nella margarina, nel lievito chimico, nelle aringhe, e nelle ostriche.

Invece esiste una piccola cerchia di cibi ai quali si può attingere ma in quantitativi moderati, come ad esempio: i cavoli e i cetrioli, la farina 00, il riso brillato, il caffè, l’olio di oliva, le uova e la frutta, tranne quella indicata in precedenza. I cibi che si possono assumere senza rischi sono tutte le carni, il pesce tranne quello scritto in precedenza, il latte e i suoi derivati e le patate.

Tra le alternative da segnalare si possono consumare liberamente i dolci realizzati con il burro, le fette croccanti di farine varie e i fiocchi di cereali (tranne quelle ottenute con le farine elencate in precedenza). Inoltre è possibile consumare le gallette di riso, le granite, il muesli (senza uvette né semi oleosi), gli oli di singolo seme usati a crudo, il pane non condito, i sorbetti e infine lo zabaione. Prestate attenzione anche a tutti quegli oggetti contenenti metallo come i ganci della biancheria, le chiusure lampo, i bottoni metallici, le monete e l’amalgama per le otturazioni odontoiatriche. Anche lo smalto, le tinture per capelli, l’argento e l’oro bianco, le pentole in metallo fino ai cosmetici contenenti avena.

Fonte: Salute Benessere Diete.