Terza dopo l’allergia al latte e alle uova, quella alle arachidi troverà forse presto una soluzione. Il merito va a due pediatri francesi che hanno iniziato una sperimentazione che avverrà in America e in Europa: si tratta di un cerotto che, secondo quanto riferisce il Daily Telegraph, rilascerebbe gradualmente, e a piccole dosi, una sostanza che abituerebbe il corpo delle persone allergiche a non avere reazioni eccessive in caso di ingestione di arachidi.

La scoperta rivoluzionaria dovrebbe essere pronta nel giro di tre o quattro anni:

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“noi immaginiamo che il cerotto venga indossato per diversi giorni e riduca lentamente la gravità delle esposizioni accidentali alle noccioline”

è quanto dichiarato da uno degli studiosi, il dott. Pierre-Henry Benhamou del St. Vincent de Paul Hospital di Parigi. Una tecnica definita di desensibilizzazione che consiste appunto nell’assunzione minima e continua dell’alimento sotto stretto controllo medico.

“La bellezza del patch è che rilascia la sostanza sotto la pelle, dove viene gradualmente assorbita dal sistema immunitario, senza entrare in circolo nel sangue e dunque escludendo il rischio di una reazione severa”.

Una tecnica già usata in Italia presso il servizio di Allergologia del Policlinico Gemelli, divenuto un importante centro di riferimento nazionale e internazionale: in quel caso si è trattato di un’assunzione per via orale testata dai ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. L’uso del cerotto sarebbe quindi un’applicazione più semplificata delle stessa metodologia.

Sono state già effettuate prove di sicurezza dell’assunzione della sostanza e ora si dovranno eseguire ulteriori test per capire quale dovrà essere la dose necessaria da applicare attraverso il patch e per quanto tempo si dovrà indossare.

Il dott. Benhamou e il suo collega dott. Christophe Duupont credono che i pazienti, già dopo un anno di assunzione, siano almeno liberi da una grave reazione all’allergia alle arachidi. Quello che infatti si vuole trovare è una soluzione al pericolo di reazione fatale nel quale vivono migliaia di persone allergiche, per le quali può essere pericoloso ingerire anche solo un granello di arachide.