Le allergie nei bambini sono in continuo aumento, e negli anni a venire sarà sempre peggio. Se i pediatri lanciano l’allarme, alcuni studiosi sembrano aver trovato la causa di questo fenomeno, ribadendo ancora una volta una teoria ormai quasi consolidata: troppa igiene nuoce alla salute.

Per limitare le allergie nei bambini, infatti, bisognerebbe farli entrare in contatto con più batteri possibile fin dai primi mesi di vita. Per molti genitori è a dir poco impensabile, tuttavia sembra proprio che maggiore è la concentrazione di batteri nell’organismo dei piccoli, minore è il rischio di soffrire di fenomeni allergici in futuro.

Tra i fautori dell’igiene e della pulizia totale e coloro che lasciano i propri bimbi giocare all’aria aperta, a contatto con la terra, il fango e la polvere, sono proprio questi ultimi ad avere la meglio. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of allergy and clinical immunology, infatti, il rischio di contrarre malattie diminuisce in modo sensibile se non si presta troppa attenzione alle norme igieniche di base.

Anche il sistema immunitario dei bambini, così facendo, trae benefici notevoli dall’esposizione ai batteri, rafforzandosi e diventando molto più resistente agli attacchi di virus e germi che inevitabilmente si verificheranno in futuro. Una prevenzione che, tuttavia, inizia già nel grembo materno, soprattutto se la mamma assume alimenti ricchi di Omega 3.

A sottolineare i possibili danni che derivano dal far vivere i piccoli in un ambiente asettico sono i ricercatori dell’Università di Copenaghen, i quali hanno monitorato 411 bambini per 12 anni a partire dalla nascita, identificando un legame diretto tra il numero di batteri presenti nel corpo e il rischio di sviluppare allergie.

«Ciò che conta è incontrare un gran numero di batteri nei primi anni di vita, quando il sistema immunitario si sta sviluppando ed è in grado di rafforzarsi.»

Sono in molti a sostenere, inoltre, che il forte aumento di allergie nei bambini, come la rinite, sia destinato ad aumentare ancora di più nel corso del prossimo decennio. Per quanto riguarda l’Italia i dati sono allarmanti: entro il 2020 un bimbo su due ne soffrirà. Tra le cause vi è senza dubbio la troppa igiene e lo scarso contatto con i batteri, che manca soprattutto nella vita dei bambini che vivono in città rispetto ai coetanei cresciuti in campagna o in zone poco urbanizzate.

Ma sono gli stessi allergologi a mettere in evidenza come responsabile del boom di allergie sia anche la dinamica della nascita e del parto, che avviene in condizioni igieniche eccessive e in ambienti troppo sterili, impedendo al neonato di attivare gli anticorpi.

Fonte: Daily UK