I nove mesi di gestazione sono finiti, e il momento del parto si avvicina. Intorno al travaglio e alla nascita ruotano tutta una serie di dicerie e falsi miti, tuttavia si tratta di due esperienze soggettive che variano da donna a donna, nella durata così come nell’effettiva percezione del dolore.

Certo, oggi esiste la possibilità di usufruire dell’analgesia epidurale, che consente di non perdere le più belle sensazioni del parto senza per questo dover patire i dolori causati dalle contrazioni. Non sempre, tuttavia, è possibile partorire con l’epidurale e spesso questo tipo di anestesia viene effettuata nel momento in cui si raggiunge una certa dilatazione, quindi non all’inizio del travaglio.

Esistono vari modi per alleviare i dolori del travaglio senza utilizzare farmaci, soprattutto quando la dilatazione avviene molto lentamente e, di conseguenza, potrebbero passare anche molte ore prima che si arrivi alla fase espulsiva e alla nascita del bimbo.

I massaggi effettuati con olii essenziali, ad esempio, rappresentano un ottimo rimedio per stendere la tensione e limitare il dolore. In alcune strutture ospedaliere il personale ostetrico è esperto di aromaterapia e, spesso, questa tecnica viene usata quando si opta per un parto a casa.

Attraverso questa tecnica di massaggio è anche possibile favorire lo spostamento del neonato portandolo a raggiungere una migliore posizione che faciliterà la nascita. C’è anche chi consiglia di preparare lil corpo ad affrontare il parto già una settimana prima della data presunta della nascita, preferibilmente usando olio di mandorle per massaggiare delicatamente la zona del perineo, rendendola più elastica.

Per quanto riguarda la riflessologia plantare, invece, alcuni esperti consigliano di effettuare una seduta settimanale di questa terapia nelle sei settimane che precedono il parto. Il massaggio ai piedi, infatti, potrebbe aiutare a sopportare meglio il dolore e a rendere il travaglio molto più breve.

Molto usata anche nelle cliniche ospedaliere è la palla di gomma, una sfera morbida di grandi dimensioni, simile a quella utilizzata nel fitness, che consente alla futura mamma di massaggiare schiena e ventre con delicatezza e movimenti oscillatori, trovando anche la giusta posizione e l’equilibrio ideale per sopportare le contrazioni.

Alcuni studi sostengono che bere molto tè nei mesi precedenti il parto può rendere meno problematico il travaglio. Una tazza di tè al giorno a partire dal quarto mese e fino a tre tazze durante le ultime quattro settimane. Un’altra possibilità è congelare questa bevanda e usarla ridotta in cubetti di ghiaccio durante il travaglio.

Fondamentale, infine, è scegliere bene la persona che ci affiancherà in sala parto. Che sia il partner, la mamma o un’amica, deve essere in grado di infondere sicurezza tenendo lontani ansia e nervosismo.