Alla fine il pirata della strada che ha travolto Allison Owens, senza prestarle soccorso è stato trovato. Si chiama Pietro Stefanoni, ha 56 anni e fa l’imprenditore edile.

L’uomo, ieri mattina, subito dopo aver contattato un legale (lo stesso che ha seguito il processo sull’omicidio di Meredith Kercher, a favore dei familiari della vittima), ha deciso di costituirsi.

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Dopo quasi 10 ore di interrogatorio, sono stati imputati ai danni dell’imprenditore, il reato di omicidio colposo e omissione di soccorso con immediato ordine di fermo.

Da quanto emerso dalle dichiarazioni rilasciate dall’assassino, pare che l’uomo sia stato colpito da un colpo di sonno e non abbia quindi visto la ragazza, uccisa presumibilmente nel tardo pomeriggio di domenica scorsa.

Secondo il Pm Marco Dioni però, la ricostruzione dei fatti esposta dal reo confesso sarebbe ancora troppo oscura e lacunosa, quindi non del tutto attendibile. Ciò che è certo è che questo tardivo mea culpa da parte dell’automobilista, è arrivato proprio nel momento in cui ormai i RIS erano sulle sue tracce, avendo scoperto il modello e il colore dell’automobile che conduceva.

Ma non è tutto. Dalle prime testimonianze raccolte, pare proprio che l’uomo, dopo il terribile incidente, avesse subito contattato un carrozziere per riparare la parte di automobile danneggiata. Insomma, alla luce di queste inquietanti rivelazioni, sembra proprio che Stefanoni non avesse proprio più scelta, se non quella di costituirsi, come lo stesso Colonnello Frassinetto che sta seguendo le indagini ha dichiarato:

«Alla luce delle nostre indagini quella di costituirsi è stata una scelta obbligata».

Intanto, il corpo della giovane Allison è stato cremato proprio stamattina a Firenze e le sue ceneri sono state consegnate alla madre che a breve tornerà nell’Ohio.

Fonte: Il Corriere della Sera, Ansa