Il numero delle vittime è di sei morti accertati, ma ancora otto persone mancano all’appello e le speranze di ritrovarle vive si fanno sempre più flebili. È il tragico bilancio dell’alluvione che ha colpito in particolare Liguria e Toscana, e che oggi sta scendendo verso il sud Italia lasciando dietro di sé distruzione e disperazione.

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I danni certi non sono ancora quantificabili, settanta persone hanno perso la propria casa, in centinaia sono stati sfollati dai paesi più colpiti, e non si contano le automobili distrutte dalla furia dell’acqua. La pioggia abbondante ha fatto esondare i fiumi, che si sono riversati improvvisamente e con grandissima violenza su tutti i paesi sottostanti, sorprendendo gli abitanti per strada, nelle cantine o nei negozi siti al piano terra. La valanga d’acqua ha ucciso solo a Borghetto Vara quattro persone, e ha distrutto Cassana e Rocchetta Vara, nello spezzino.

Anche le Cinque terre, in particolare i paesini di Monterosso e Vernazza, sono letteralmente coperte di fango ed è scomparso un volontario che si teme sia stato travolto dalla piena. Le perle della riviera ligure sono tutt’ora isolate a causa della chiusura dell’A12 e della linea ferroviaria Genova-La Spezia, e l’evacuazione degli abitanti è dovuta avvenire via mare.

Per chi è rimasto mancano acqua, luce, viveri e medicine, ma la Protezione civile sta intervenendo portando in battello da La Spezia quanto possibile.

Sono drammatiche anche le condizioni del territorio della Lunigiana, in Toscana. In un solo giorno la zona è stata colpita da oltre 36 centimetri di pioggia, provocando l’esondazione del fiume Magra e l’allagamento di vaste aree. Ad Aulla sono morte due persone, settanta persone sono state sfollate, e molte zone sono tutt’ora isolate. La regione Toscana ha dichiarato lo stato di calamità, e ha stanziato i primi fondi per le attività di soccorso più urgenti.

L’ondata di maltempo e le intense piogge, continueranno anche nelle prossime ore su tutto il centro e il sud del Paese, in particolare in Sicilia e Campania.

Fonte: La Repubblica