Fin dall’antichità i capelli sono sempre stati considerati motivo di bellezza, forza, orgoglio e sensualità. Una capigliatura folta e sana era indice di buona salute, e aveva il potere di attirare con stupefacente capacità l’attenzione dell’altro sesso, stregato, oltre che da un bel viso, anche da acconciature morbide ed eleganti. Oggi però non tutte le donne possono permettersi chiome vigorose e fluenti, vuoi perché i tempi sono cambiati e si corre sempre da una parte all’altra, senza potersi più concedere un momento libero, vuoi perché l’aria che si respira o il cibo che si mangia non sono più naturali e salutari come una volta.

Spesso capita che le donne colpite da “caduta di capelli” si chiudano ancora di più in loro stesse, smettano di svolgere tutte quelle attività precedenti al problema, e non abbiano voglia di stare in mezzo agli altri, convinte, a torto o a ragione, di essere osservate con insistenza non più perché sono piacenti e interessanti, ma per il loro difetto estetico. Effettivamente però qualcosa di vero c’è: se pensiamo a una bella tela dipinta senza la sua cornice, il quadro non può essere completo, ma se proviamo ad abbellirlo in qualche modo forse potrà migliorare un po’.

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La caduta di capelli o “alopecia” può essere di vari tipi, quella più comune è detta “alopecia androgenetica”. La caduta di capelli nelle donne può riguardare più frequentemente la zona centrale della testa e il sintomo più evidente è il cosiddetto “segno dell’albero di Natale“. Il livello di diradamento femminile poi si misura attraverso la nota “scala di Ludwig” suddivisa in tre differenti gradi: lieve, moderato e grave.

Per contrastare questo fastidioso problema, nel caso di donne ancora fertili, può essere utile ricorrere all’uso continuo di una pillola contraccettiva come “Diane” associata al “Minoxidil“, soluzione al 2% o, come terapia d’urto, soluzione al 5%, il più potente anti-androgeno o anti ormone maschile che si conosca in commercio. Infatti è risaputo che l’alopecia androgenetica è una malattia ereditaria, che si manifesta quando nel corpo c’è un’alta concentrazione di testosterone.

Nelle donne in menopausa, invece, il diradamento è caratterizzato anche da una stempiatura, ma mai da una calvizie completa, e la cura è rappresentata da un altro farmaco maschile chiamato “Finasteride“. Altre possibili soluzioni per porre rimedio alla perdita dei capelli sono gli integratori, che possono apportare notevoli benefici alla chioma; le parrucche o infoltimenti non chirurgici, aggiungendo capelli veri a quelli ancora presenti sul capo; l’autotrapianto, prelevando una porzione di cuoio capelluto dalla parte inferiore della testa e reimpiantandola nella zona diradata o calva; le cellule staminali e la moderna e supertecnologica terapia genica che però sono ancora in fase di sperimentazione e quindi pronte a essere operative fra qualche anno.