Un grande passo avanti per la ricerca: l’Alzheimer è stata curata, infatti, nei laboratori dell’Istituto Mario Negri di Milano. Grazie a uno studio diretto da Tiziana Borsello, responsabile del Laboratorio di morte neuronale e neuroprotezione dell’istituto, realizzato su dei topi affetti dal terribile morbo, il trattamento sperimentato ha portato all’annullamento dei deficit cognitivi e le alterazioni elettrofisiologiche caratteristiche dell’Alzheimer, senza effetti collaterali rilevanti.

Il Journal of Biological Chermistry ha pubblicato lo studio, da cui emerge la chiave dell’intera ricerca: una proteina che inibisce l’enzima JNK, scoperto essere il responsabile dell’origine e della progressione dell’Alzheimer, cura la malattia anche nella fase cronica.

Il trattamento, quindi, non solo ha scoperto la causa scatenante del morbo dell’Alzheimer, descritto per la prima volta nel 1906 dallo psichiatra da cui prende il nome la malattia e di cui erano ignote le origini, ma ha anche trovato la cura alla quinta malattia che oggi è motivo di morte per la popolazione anziana.

Sull’Alzheimer, l’Istituto Mario Negri collabora con l’istituto Weizmann di scienze in Israele, col quale, anche quest’anno, ha organizzato il Concerto alla Scala di Milano, previsto per il 12 Dicembre. Questa volta è l’occasione ideale per festeggiare, perché, come suggerisce la ricercatrice Tiziana Borsello:

«Questo trattamento ha notevolissime implicazioni cliniche e apre nuove speranze per lo sviluppo di farmaci in grado di curare l’Alzheimer, che è la forma più comune di demenza neurodegenerativa».

Fonte: Ansa.