Una grande risultato in campo scientifico è stato raggiunto da Paul Greengard, premio Nobel del 2000 per la Medicina per le sue scoperte sul sistema nervoso.

Lo scienziato avrebbe utilizzato il Gleevec, un potente antitumorale che ha già salvato molte persone colpite da cancro, per contrastare l’Alzheimer.

Il risultato del lungo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature, dopo una duratura sperimentazione sui topi.

Il Gleevec pare abbia la capacità di bloccare e inibire la formazione delle placche beta-amiloidi, che modificano l’assetto cerebrale dei pazienti favorendone la perdita della memoria fino a condurli alla demenza.

Fino ad ora la ricerca si è sempre concentrata sulla possibilità di “spegnere” l’enzima responsabile dell’attivazione del morbo, il quale dà vita alle placche della proteina tossica chiamata gamma-secretasi (Gsap). Il team del ricercatore, invece, ha rivolto l’attenzione verso la molecola che produce l’enzima responsabile del morbo, notando che l’intervento del Gleevec riesce a bloccarne per tempo l’attivazione. Spegnendo, in un certo senso, la malattia.

Paul Greengard, in un’intervista rilasciata al New York Times, ha spiegato:

Come prova abbiamo prodotto dei topi che avevano un gene che favorisce il morbo, ma non quello della Gsap e abbiamo visto che questi non sviluppavano la patologia.

Apprendiamo da Repubblica che purtroppo ci vorrà un po’ di tempo prima che venga creato, e messo in commercio, un medicinale simile all’antitumorale ma che abbia la capacità di rimanere in circolo più a lungo nei pazienti affetti da Alzheimer. Ma questa importante scoperta fornisce maggiori speranze ai pazienti colpiti dal morbo e ai loro familiari.