L’incontro con il Papa è un momento di vicinanza con la religione, ma forse non molti sanno che, per farlo, bisognerebbe attenersi a un protocollo assai rigoroso per quanto riguarda il dress code: in udienza da Papa Francesco con il marito, l’avvocatessa Amal Clooney ha seguito tutte le indicazioni del Vaticano. L’udienza con Sua Santità, infatti, di qualsiasi questione tratti, impone delle regole per quanto riguarda il vestiario specialmente alle donne. A poche, infatti, è permesso il privilegio di poter scegliere degli abiti bianchi, mentre il resto dovrebbe optare per il nero.

Amal Alamuddin ha appunto optato per il nero, in visita dal pontefice insieme a George Clooney per ritirare la medaglia dell’Ulivo Pace: per l’incontro con Sua Santità l’avvocatessa ha dato un twist diverso al suo look. Se molte donne prima di lei hanno optato per un velo (che generalmente viene richiesto nel dress code), un semplice cappello oppure nulla, durante l’udienza Amal ha scelto di indossare un cappello a forma di turbante, abbinandolo a un abito in pizzo decisamente chic.

Sempre total black era l’outfit indossato anche dalla First Lady Michelle Obama quando, nel 2009, è stata ricevuta insieme al presidente Barack da papa Benedetto XVI: per l’occasione Michelle ha seguito alla lettera le regole, dall’abito lungo fin sotto al ginocchio, non scollato e tanto meno appariscente, al tradizionale velo in pizzo sur ton.

Il cosiddetto “privilegio del bianco“, infatti, viene riservato alle regine di religione cattolica: un’usanza secolare che ha toccato l’ultima arrivata del Principato di Monaco. Ecco svelato perché alla principessa Charlène di Monaco è stato concesso di indossare un elegante abito bianco con velo sur ton in occasione dell’udienza che l’ha vista in Vaticano insieme al Principe Alberto.

Di bianco vestite sono state anche l’attuale Regina di Spagna Letizia Ortiz e, prima di lei, la Regina Sofia, le quali hanno optato per un completo gonna e giacca senza, però, nessun velo o cappello che coprisse  il capo. A vantare questo privilegio sono poche altre donne tra cui le regine Matilde e Paola del Belgio e la Regina Maria Teresa di Lussemburgo. Sebbene sia Regina, invece, Elisabetta II non godrebbe del privilegio, in quanto non appartenente alla religione Cattolica, bensì Anglicana: questo infatti spiega il motivo per cui nelle sue udienze con i Pontefici susseguitisi negli anni abbia indossato colori differenti, dal tradizionale nero (in un’udienza nel 2000 con Papa Giovanni II), a un azzurro cielo nel 1982 fino al più recente in lavanda con tanto di cappello sur ton durante l’udienza con Papa Francesco avvenuta nell’aprile 2015.

Oltre al colore (viene vietato il viola, in quanto in liturgia rappresenta la penitenza), anche la lunghezza degli abiti e gli accessori indossati per l’incontro con il Papa devono seguire determinate regole: bandite, infatti, gonne sopra il ginocchio insieme alle scollature troppo eccessive e a dei gioielli troppo appariscenti.

Regole che, ovviamente, non sempre sono state seguite, destando anche qualche scandalo e chiacchiericcio: nonostante non vanti decisamente di titoli reali, nel 2006 durante un incontro con il Papa Benedetto XVI Cherie Blair – moglie dell’ex Primo Ministro inglese Tony Blair – ha comunque voluto sfidare il dress code del Vaticano indossando un abito bianco. Lo stesso è valso nel 1989 per la consorte dell’allora presidente Michail Gorbaciov, Raissa Gorbaciova, che però ha destato scandalo per aver indossato un outfit totalmente rosso.