Colpo di scena nel caso dell’omicidio di Meredith Kercher: la corte di appello del Tribunale di Perugia ha stabilito la non colpevolezza di Amanda Knox e di Raffaele Sollecito nell’omicidio della giovane ragazza inglese, perché il fatto non sussisterebbe. In particolare, le prove a loro carico non sarebbero state sufficienti per stabilire il responsabile del delitto, forse per una procedura di acquisizione delle stesse inquinata. Rimane in carcere, invece, Rudy Guede.

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Amanda è stata tuttavia giudicata colpevole di diffamazione nei confronti di Patrice Lumumba, il ragazzo che inizialmente lei stessa aveva designato come l’assassino di Meredith, e condannata a tre anni di carcere e al pagamento di 22.570 per le spese di costituzione. Non tornerà, tuttavia, dietro le sbarre, perché ha già scontato quattro anni di reclusione durante il processo. La Knox e Sollecito sono quindi liberi di lasciare il carcere sin da subito: al momento sono tornati a raccogliere i loro beni e, a quanto pare, già stasera la Knox tornerà negli Stati Uniti.

All’esterno dell’aula di giustizia i presenti, tra giornalisti e curiosi, hanno manifestato un certo disappunto per la decisione della corte, con cori di indignazione e urla al grido di “Vergogna”. Su Twitter, invece, i cittadini statunitensi stanno esprimendo la loro gioia, lasciandosi a volte andare su commenti poco edificanti nei confronti della giustizia e del popolo italiano. Delusione, invece, dal fronte inglese della vicenda, con i commentatori britannici dei social network che esprimo solidarietà alla famiglia della Kercher, la vera vittima di questo efferato delitto.

Il processo per l’omicidio di Meredith è da tempo oggetto di fitte polemiche negli Stati Uniti, a causa della sua estrema rilevanza mediatica. Complice anche un film TV con protagonista Hayden Paniettere, gli States da anni sostengono l’innocenza della ragazza, perché a loro avviso troppo semplice e carina per essere un’assassina. Sempre nel pomeriggio di oggi, infatti, molti i messaggi di coloro che si sono schierati dalla parte della studentessa erasmus di Seattle, ricordando come una ragazza così bella non potesse essere, a loro avviso, un killer.

La sorella della Knox ha espresso viva felicità per il verdetto:

«Siamo grati che finalmente questo incubo sia finito, lei ha sofferto per tre anni per un crimine che non ha commesso. Ringrazio gli avvocati che l’hanno difesa in maniera geniale e le hanno voluto bene e il sostegno avuto da tutto il mondo.»

La famiglia di Meredith, invece, ha espresso la volontà di voler continuare a perseguire la lecita giustizia per la memoria della figlia:

«Cerchiamo giustizia. Perdonare? Quasi impossibile.»

Dai legali di Sollecito, infine, giunge notizia di come il giovane fosse estremamente agitato durante la lettura della sentenza, tanto da sentirsi svenire mentre Amanda veniva condannata per calunnia.

Fonte: Repubblica.