Gli imputati del processo per l’uccisione di Meredith Kercher potrebbero rifugiarsi all’estero. Lo dice Giuliano Mignini, il procuratore generale che regge l’accusa e che ha analizzato nei minimi particolari quello che sta accadendo in questi giorni concitati del processo. Secondo il procuratore generale Manuela Comodi, Amanda Knox e Raffaele Sollecito hanno ucciso e meritano il massimo della pena inflitta dallo stato italiano per questo genere di crimini.

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Mignini ha parlato dell’esistenza di un processo “amandocentrico“, una definizione poco corretta, in cui però ci sono due ragazzi di buona famiglia che stanno cercando di scaricare tutto sull'”uomo nero”, Rudy Guede, che secondo l’accusa non può aver agito in completa solitudine, anzi. Mignini ha infatti spiegato:

«Amanda ha a disposizione una struttura pubblicitaria costata un milione di dollari. Una cosa mai vista. Si è parlato di “processo amandocentrico”, ma sono stati loro a stringere un patto d’acciaio per buttarla tutta contro il nero. Un terzetto formato da due ragazzi di buona famiglia, con le spalle coperte, e da Guede, il ragazzo che deve pagare per tutti. Rudy Guede unico colpevole? Alle favole non ci crediamo e non ci dovete credere nemmeno voi.»

Secondo Mignini lo stato sovrano va difeso, e così si dovranno comportare i membri della corte d’Assise che si riunisce il prossimo lunedì: il rischio che Amanda vada all’estero se sarà assolta è altissimo, e allora non si potrà più rimediare.

Fonte: Il Secolo XIX.