È il giorno del giudizio per Amanda Knox e Raffaele Sollecito, già condannati in primo grado per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. Oggi il tribunale di Perugia si esprimerà infatti con una sentenza definitiva, dopo aver ascoltato le ultime dichiarazioni spontanee dei due imputati.

Per l’evento la città umbra è stata letteralmente invasa dai giornalisti di tutto il mondo, e in particolare dai media americani e inglesi, paesi d’origine rispettivamente della presunta assassina e della vittima.

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Negli Stati Uniti la vicenda di Amanda Knox, studentessa di lingue nata a Seattle e partita per Perugia con il progetto Erasmus, ha suscitato forti reazioni contro la giustizia italiana, tanto che la famiglia Knox è riuscita a raccogliere cifre altissime per la sua difesa legale tramite donazioni spontanee.

L’omicidio di Meredith Kercher, avvenuto la notte tra l’1 e il 2 novembre 2007, sconvolse la piccola cittadina universitaria di Perugia, e proprio a causa di una falsa accusa lanciata da Amanda Knox, portò inizialmente in carcere Patrick Lumumba, proprietario del locale dove lavorava la studentessa americana. Lumumba fu poi fortunosamente scagionato dall’alibi fornitogli da un testimone, e in quel momento i fari si accesero su Amanda, coinquilina della vittima, e su Raffaele Sollecito, da pochissimo diventato il suo ragazzo.

Per l’accusa l’assassinio sarebbe stato commesso senza un motivo particolare dai due giovani e da Rudy Guede, anch’egli ventenne all’epoca dei fatti e già condannato per omicidio con il rito abbreviato. I tre, forse sotto effetto di stupefacenti, avrebbero molestato sessualmente la giovane Meredith, che si sarebbe opposta fino alla morte.

Per la difesa, e per buona parte dell’opinione pubblica americana, l’accusa ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito sarebbe invece il frutto di errori giudiziari, e non sarebbe supportata da prove. La famiglia della vittima, dal canto suo, si dice costernata dalle sempre più insistenti voci di assoluzione, e chiede il silenzio.

La risposta a questi quattro anni di indagini arriverà verso le 20 di stasera, e la sentenza è già bersaglio di pesanti critiche prima ancora di essere emessa.

Fonte: Tgcom